Io ti maledico

24 Feb

Mi sono imbattuta in una cosa bella, ma che dico, magnifica. Ho trovato un generatore di gufate.
Nell’invitarvi calorosamente a una visita, confesso anche di sentirmi sfidata nel profondo, perchè anche se non sono letale come un mio amico – “Gió, ma non sei ancora andato a canale con la bici, come mai?”… Sette minuti dopo il Gió giaceva riverso in un fosso pieno di rovi e ramarri – c’è anche da dire che nel mio piccolo mi difendo abbastanza bene… Soprattutto se sono in seggiovia ad esprimere il mio modesto parere sullo stile degli sciatori sottostanti. O se guardo la formula1 in tv. O se qualcuno corre a bordo piscina dimostrando visibilmente scarsa coordinazione. O se mi stai un po’ antipatico e sei uno sportivo e io sotto sotto spero che ti stendano in mischia e ne esci con tre legamenti del ginocchio sbriciolati. Insomma, non saró così efficace, ma vorrei arricchire la collezione di maledizioni del glorioso Tumblr scovato oggi, così, come servizio alla collettività, come opera di bene e fonte d’ispirazione per chi, accecato dall’odio, è talmente furente da perdere la fantasia.
Quindi, se credete, Tegamini vi soccorre nel maledire chi se lo merita. E cosa augurare ai cattivi?

Ti auguro il dentifricio nelle scarpe.

Ti auguro dieci avemaria e un padrenostro. Con genuflessione finale.

Ti auguro di imparentarti con Renzo Bossi.

Ti auguro libri pieni di errori di stampa.

Ti auguro supermercati chiusi nel raggio di 10 chilometri. E no, non hai la macchina, non hai la bici e manco i pattini. E no, i mezzi non funzionano bene, dove pensi di essere, a Smile Town – Rhode Island?

Ti auguro un’intolleranza alimentare non diagnosticata.

Ti auguro animali domestici inaddestrabili.

Ti auguro di diventare vegano.

Ti auguro la muffa nell’obiettivo della macchina fotografica.

Ti auguro uno squarcio nel tappeto elastico.

Ti auguro una passeggiata nella neve con le Superga bianche.

Ti auguro di pestare una cacca molle mentre sciabatti in infradito.

Ti auguro di svegliarti nel cuore della notte per un temporale e di scoprire che i Baustelle circondano il tuo letto.

Ti auguro di finire accidentalmente nella curva del Napoli.

Ti auguro una scarsa abilità di assimilazione degli alcolici.

Ti auguro di trovare sempre parcheggi leggermente troppo piccoli (e di accorgertene sempre quando sei a metà manovra).

Ti auguro una casa tappezzata con le prime pagine di Libero.

Ti auguro ogni cosa mai scritta da Federico Moccia.

Ti auguro rami nei raggi della bici.

Ti auguro un gregge di pecore fuori dal garage.

Ti auguro un coinquilino che ci tiene tantissimo a raccontarti la sua giornata.

Ti auguro un mondo senza Jonathan Franzen.

Ti auguro lo snobismo di quelli che non hanno la televisione e se ne vantano perchè averla è da bifolchi ignoranti.

Ti auguro un tatuaggio malriuscito.

Ti auguro un Negroni sbagliato. Nel senso di schifoso.

Ti auguro millenni di musica da camera.

Ti auguro gatti in calore che smaniano sotto la tua finestra.

Ti auguro una parrucca in una giornata ventosa.

Ti auguro una fidanzata che crede nelle pattine.

Ti auguro il gesso che stride quando sei alla lavagna e non sai una mazza di niente.

Ti auguro un compleanno che nessuno si ricorda.

Ti auguro un ragazzo interessante quanto un principe azzurro Disney, ma pure stonato.

Ti auguro un anello di fidanzamento decisamente troppo stretto.

Ti auguro continui errori tra il barattolo del sale e quello dello zucchero.

Ti auguro un metabolismo lento.

Ti auguro una chiavetta internet della Tre.

Ti auguro di finire la birra… o la birra analcolica.

Ti auguro una svolta salutista.

Ti auguro una scarsa padronanza del congiuntivo.

Ti auguro goffaggine, senza peró lo charme di un adorabile imbranato.

Ti auguro il calcare, su tutte le superfici.

Ti auguro una mamma che va sempre a udienze.

Ti auguro un cane brutto e tozzo.

Ti auguro scarponi da sci scomodi.

Ti auguro morsicamenti di lingua mentre mastichi.

Ti auguro un cammino disseminato di bucce di banana.

Ti auguro la cacca nascosta sotto le foglie cadute.

Ti auguro uno che ti guida nel culo.

Ti auguro la notte perenne del Polo Nord.

Ti auguro ginocchia grasse.

Ti auguro tessuti sintetici.

Ti auguro pezzi di carne troppo cotti e duri come il mattone.

Ti auguro i vecchi che vagano disorientati alla posta e usano l’età avanzata per passarti davanti impunemente.

Ti auguro una discendenza di tamarri.

Ti auguro un fidanzato che crede fermamente nel “basta il pensiero”.

Ti auguro un ingestibile complesso d’inferiorità nei confronti della modella di Intimissimi.

Ti auguro una moquette macchiata.

Ti auguro le risate di sottofondo di Striscia la Notizia.

Ti auguro la Santanchè come suocera.

Ti auguro una serata in discoteca con Costantino Vitagliano.

Ti auguro la mirra.

Ti auguro colleghi giovani, simpatici, carini, affabili e intelligenti.

Ti auguro stagisti ottusi, lenti e lamentosi.

Ti auguro di trovare seriamente il modo di fare la raccolta differenziata.

Ti auguro un museo pieno di quadri che potevi fare anche tu.

Ti auguro una valigia che non arriva mai.

Ti auguro una borsa taroccata e la convinzione che gli altri non se ne siano accorti.

Ti auguro spese di spedizione proibitive.

Ti auguro scarso talento nel pettinarti.

Ti auguro un thè che sa di fieno.

Ti auguro un ruolo di primo piano nella pubblicità dei medicinali contro la diarrea.

Ti auguro di essere rincorso da Valerio Staffelli.

Ti auguro pesci rossi che vivono troppo a lungo.

Ti auguro una poderosa sberla da Gianni Morandi.

Ti auguro di non accorgerti mai di avere la ricrescita.

Ti auguro appelli di laurea che saltano e professori che arrivano all’esame senza abbastanza fotocopie.

Ti auguro il coraggio dei più temerari, accompagnato da uno scarso talento per l’arrampicata libera.

Ti auguro tutto quello che le donne non dicono.

***

Per maledizioni su commissione, sapete dove trovarmi.

 

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4 Risposte to “Io ti maledico”

  1. SteC 25 febbraio 2011 a 17:39 #

    Bello, ma soprattutto utile. Quando qualcuno non mi restituirà qualcosa che gli/le ho prestato, potrò dirgli
    “Ti auguro weekend a Potenza” o “Ti auguro un cane bagnato”.
    Quando qualcuno mi darà pacco a un appuntamento, potrò sfogarmi in modo sensato, sparando non casuali accozzaglie di insulti, ma un ben più incisivo “Ti auguro una vita anfibia” o, con fare distaccato, “Ti ostacoleranno”.
    Metterò il link anche tra i preferiti del telefonino… non si sa mai quando può servire avere un bell’insulto a portata di mano. Grazie per averlo suggerito!

    • plexyglassprincess 2 marzo 2011 a 14:39 #

      Dovere. È bello dare la possibilità a chi più ne ha bisogno d’insultare il prossimo con tutti i crismi. Basta con la maledizione approssimativa, diamo un tono alle nostre arrabbiature.

  2. Anacardo 14 maggio 2011 a 16:46 #

    mmmh Alcuni degli insulti sono in realta’ pilastri inamovibili che sostengono la mia realta’ quotidiana. (uno fra tanti: il tea gusto fieno) E’ grave?

  3. amoinsultare 26 aprile 2014 a 14:39 #

    moltoo bello! li userò! ahah

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