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Murakami Haruki, 1Q84

4 Nov

– No, non do nomi alle farfalle. Ma anche senza nomi, le distinguo l’una dall’altra dal disegno e dalla forma. Inoltre, quando si dà loro un nome, chissà perchè muoiono subito. Queste creature non hanno nome e vivono per un tempo molto breve. Ogni giorno vengo qui, le incontro, le saluto e faccio con loro vari discorsi. Ma, quando il tempo è giunto, le farfalle scompaiono da qualche parte, in silenzio. Penso siano morte, ma sebbene le cerchi, non ne trovo mai i resti. Svaniscono senza lasciare traccia, come se si fossero dissolte nell’aria. Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature più effimere che esistano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte. Forse in un mondo diverso da questo.

Murakami Haruki
1Q84
Libro 1 e 2, aprile-settembre

Einaudi – Supercoralli

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Donald Antrim, I cento fratelli

7 Ott

È scioccante, invero, il modo in cui circostanze terribili nella vita di una persona col tempo arrivino a dare l’impressione di essere, solo perchè la persona in questione le conosce, perfettamente normali. Partite perse, giocattoli rubati, vestiti ereditati che non sono mai della tua misura. Io amo i miei fratelli, e li detesto con tutto me stesso. Io! Io!, sembrano gridare le nostre voci all’unisono, come se non fossimo una vera comunità unita nel sangue e nello spirito, bensì una cricca qualunque il cui unico interesse è il prossimo bicchiere, il prossimo boccone di cibo. Io amo i miei fratelli, e li odio. Ma più di ogni altro odio me stesso quando, durante una serata, mi ritrovo solo in mezzo alla folla, senza un vecchio e caro compagno che mi aiuti a vincere il panico.

Donald Antrim
I cento fratelli
minimum fax

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Paolo Sortino, Elisabeth

30 Set

Anni prima, dopo l’ennesima sfuriata di  Josef, le aveva fatto quello strano discorso. L’aveva chiamata da parte dicendole che per colpa di nessuno – né sua, di Elisabeth, ma nemmeno di suo padre – possedeva poteri che nell’impazienza di farsi adulta andavano scontrandosi con quelli del vecchio, facendolo impazzire. Le aveva spiegato che sarebbe occorso tempo per imparare a controllare quei poteri, e finchè fosse stata impegnata a tenerli a bada sarebbe stato più che naturale aspettarsi di vedere il genitore farne una tragedia. Da allora Elisabeth prese a credere davvero che tutto sfociasse dalla sua persona a causa di quelle maledette virtù magiche che le ragazze possiedono già nella fanciullezza e che in lei, come un’ostinazione del destino, agivano all’improvviso.
Avrebbe dovuto affinare quei poteri, prima di tutto. Se solo fosse riuscita a dare a Josef coscienza dei suoi peccati, a trasferirla da lei a lui, non ci sarebbe stata per il padre condanna peggiore. Capì la fatica che quella scelta comportava, ma giurò a se stessa di riuscirci.

Paolo Sortino
Elisabeth
Einaudi

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Diego De Silva, La donna di scorta

22 Lug

La vita con lei era stata un unico susseguirsi naturale e ordinato. Perfino il parto. Le vennero le doglie che era sola in casa, e se ne andò in ospedale senza dire niente a nessuno. Livio non fece in tempo ad arrivare che Martina era già nata.
– Perchè non mi hai chiamato, – le chiese appena lo fecero entrare.
– O ti chiamavo o facevo la bambina, – gli rispose lei.

Diego De Silva
La donna di scorta
Einaudi (ET Scrittori)

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Juan Rulfo, Pedro Páramo

15 Lug

C’erano stelle cadenti. Si spensero le luci a Comala.
Allora il cielo si impadronì della notte.

Juan Rulfo
Pedro Páramo
Einaudi – Arcipelago

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Flannery O’Connor, Il cielo è dei violenti

17 Giu

Mentre Tarwater aggrediva la terra con la vanga la voce dell’estraneo si caricò d’una sorta di rabbia repressa e lui continuò a ripetere: tu devi seppellirlo, tutto e completamente, e quel maestro, invece, lo brucerebbe in un minuto.
Dopo un’ora e più che scavava, la fossa era arrivata a solo una trentina di centimetri, meno dello spessore del morto. Il ragazzo si sedette sull’orlo, per un po’. Il sole era come una furiosa vescica bianca nel cielo.

Flannery O’Connor, Il cielo è dei violenti – Letture, Einaudi

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Joe Speedboat, Tommy Wieringa

27 Mag

La taccolina era calda e un po’ appiccicosa, e nonostante la sua piccolezza dava l’impressione di essere un grande cuore trepidante nella mia mano.
“Bè”, disse Joe, scrollando le spalle, “tutti devono pur avere qualcosa da accarezzare”.
Afferrò i manici della carrozzella e la girò verso Lomark. Io proteggevo la piccola taccola con il palmo. Sarebbe stata i miei Occhi a Grande Altezza e si sarebbe chiamata Mercoledì, dal giorno in cui era diventata mia. Cominciò a scendere una pioggerella leggera. Ero molto felice.

Tommy Wieringa, Joe Speedboat – Iperborea

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Cormac McCarthy, Suttree

25 Feb

Sotto il vulcano… si vaga un po’ confusi

28 Gen

– Geoffrey, muoio di sete, perchè non ci fermiamo un momento a bere qualcosa?
– Geoffrey, mettiamo da parte il ritegno per una volta e ubriachiamoci insieme prima di colazione!
Ma Yvonne non disse nessuna di queste cose.

Malcolm Lowry, Sotto il vulcano

Magda Szabó, La ballata di Iza

21 Gen

La vecchia si stava preparando a uscire. Disse che avrebbe ascoltato i suoi racconti prima possibile ma ora doveva proprio andare. Iza la guardò allibita. La madre prese la sporta vuota, salutò, uscì. Iza si piantò con i gomiti sul davanzale della finestra e la cercò allarmata con lo sguardo. La calura soffocante era cessata. La madre uscì sulla strada, non era più terrorizzata dal traffico come prima, perchè attraversò il breve tratto di binari fino all’isola pedonale senza aiuti, e s’arrampicò sul tram numero sei.

Magda Szabó, La ballata di Iza

Dopo La porta, credevo di aver raggiunto l’apice letterario in quanto a orgoglio, cocciutaggine, decoro e dignità.  Ma le donne della Ballata di Iza non scherzano.

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