Archivio | dicembre, 2010

1994: La lotta per difendere il proprio piccolo

27 Dic

La rubrica revival definitiva.
I pensierini delle elementari, direttamente dal quaderno (uncensored, con strafalcioni e mega-parole usate a caso).
Perchè non è mai troppo presto per essere surreali.

16 novembre 1994
Riassumo il racconto a pag.116-117 del libro di lettura intitolato “La lotta per difendere il proprio piccolo”

In pieno oceano, sotto il circolo polare, pioveva ininterrottamente da tempo. Era uno di quei giorni di mare lungo, che le balene e le orche odiavano tanto, perchè soffrono di mal di mare.
Una balena ondeggiava lentamente, spossata, tenendo tra le pinne il suo piccolo. Cercava per lui dei mari calmi per insegnargli a nuotare.
A un certo punto apparve un’orca. La balena aveva paura, perchè sapeva di cosa erano capaci le orche. La loro strategia era di infastidire le balene e di morderle sotto la gola per costringerle a emettere un suono, a questo punto si avventavano sulla bocca delle balene e strappavano loro la lingua. Così loro se ne andavano tristi e mute per i mari senza poter più dire nulla.
L’orca era già a poca distanza dalla balena e dal balenottero, quando a un tratto dietro a un’onda si profilò il beluga, il grande delfino bianco.
L’orca si tuffò per cercarsi un nascondiglio, ma il delfino le aveva già tagliato la strada, e con un guizzo rapido la raggiunse e le morse la coda. La lotta fu aspra. Ma dopo poco ritornò la calma: il corpo ferito dell’orca ondeggiava trasportato lontano da un’onda.
La balena ringraziò commossa il beluga che aveva salvato il suo piccolo.
Il beluga raccomandò alla balena di non far prendere freddo al balenottero e la madre rispose che finchè rimaneva stretto a lei non correva rischio di raffreddarsi. Così si separarono e ognuno andò per la sua strada.

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Buon Natale, anche alle vostre papere

24 Dic

Coccole e sostanziosi auguri a tutti… soprattutto a quelli che offrono rifugio e un pasto caldo ad anatre e papere di Central Park quando arriva l’inverno.

Friday Reads con l’avvocato Malinconico

24 Dic

Per colpire davvero non devi mirare all’assoluto, ma alle categorie. È essere comuni che offende. Se a uno gli dai del ladro, è un conto. Ma se gli dici, mettiamo, che è ladro come tutti gli agenti immobiliari, allora vedi come s’incazza. Per offendere qualcuno bisogna sempre sputtanarlo davanti ai suoi amici, in un certo senso. Prova a dire a tua moglie che è stronza esattamente come sua madre, e poi sta’ a vedere cosa ti risponde.
Ecco, io per esempio a mia moglie vorrei tanto dirgliela questa cosa qui.

Diego De Silva, Non avevo capito niente

 

Il teorema di Santa Lucia

23 Dic

A casa mia c’era snobismo, quindi non si aspettava Babbo Natale ma avevamo Santa Lucia, una portatrice di regali di nicchia. E io credevo a Santa Lucia con una fervida, incrollabile e cieca fede, cieca almeno quanto lei.
Fondamentalmente, ci credevo così tanto perchè non avevo ben chiari i meccanismi dell’economia di mercato. Esempio lampante: ero una bambina convinta che il bancomat regalasse i soldi, ma allo stesso tempo non riuscivo a dare un valore a quello che c’era nei negozi, che mi sembrava assolutamente fuori dalla nostra portata. Di conseguenza, non era plausibile che ricevessi tutti quei giocattoli in una botta sola senza un aiuto sovrannatural-divino… tutti quei giocattoli avrebbero rovinato noi e la nostra discendenza, rendendo arida la terra, sterili gli armenti e secche le fonti.
Il fatto è che il denaro mi trascinava nella più assoluta confusione.

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La demenziale e tarantiniana sula dai piedi azzurri

21 Dic

Gli arti di innumerevoli creature terminano con piedi o zampe di diverse e fantasiose conformazioni.  Dita prensili, unghie, zoccoli, pinne deambulanti, pollici che si oppongono o che concordano con lo status quo, cuscinetti morbidi e polpastrelli più o meno carnosi portano a zonzo bestie belle e brutte sin dall’alba dei tempi, senza fanfaronate e clamore. O almeno, questo era quanto capitava un bel po’ prima che l’uomo decidesse di attribuire proprietà quasi mistiche ai propri piedi, coltivando con dedizione  una capacità del tutto aliena agli altri abitanti del globo… la capacità di sviluppare una serissima, smodata e duratura tradizione di feticismo per le estremità inferiori dei suoi simili. Bene, a quanto pare, tutto questo può capitare benissimo anche alla sula dai piedi azzurri. Anzi, la sula fa di meglio, la sula vive per vantarsi dei propri piedi.
Parliamone.
In questa nuova – e sempre istruttiva – puntata della rubrica CULT “Gli animali ti guardano”, ci occuperemo di un volatile così completamente immerso nella venerazione della propria variopinta palmipedosità da rivaleggiare – in scioltezza e senza nemmeno sudare, tipo Roger Federer – con esseri umani patologicamente fissati. Dopo l’apologia dell’alpaca e l’accorata inchiesta sul fragile equilibrio emotivo del narvalo, arriva finalmente il turno di un nuovo e paradossale animale: la sula dai piedi azzurri, un infausto incrocio tra Quentin Tarantino – meno il genio – e Forrest Gump – meno poesia e dolcezza. Insomma, quel che resta è un ammasso di penne, tessuti fotonici e demenza assoluta.

nb. l’immagine non è stata in alcun modo alterata con arguti e sofisticati software

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T’infuoco!

16 Dic

Sei sul balcone che ramazzi foglie secche con scarso entusiasmo quando di sotto passano due bambini in grado di ridarti fiducia nel futuro dell’umanità… con il seguente dialogo:

Bimbo A: Sono il sole… sono FRATE SOLE!
Bimbo B: E io, io sono FRATE FRANZ!
Bimbo A: Eh vabbè, non copiarmi coi frati… io, solo io sono FRATE SOLE!
Bimbo B: Allora io sono il DIAVOLO!
Bimbo A: Come il diavolo?
Bimbo B: Sono il DEMONIO!
Bimbo A: Allora T’INFUOCO, DIAVOLO!!!

Live from fermata del tram

16 Dic

Qua hanno tutti un’aria molto preoccupata. Visto che quel che si puó sapere a una fermata del tram oscilla tra il poco e il niente, la gente continua a sporgersi per scrutare l’orizzonte con aria profondamente offesa. In questo momento, in fondo alla via si vedono le Alpi e basta. I più scocciati sono i vecchietti. Hanno le borse della spesa – la spesa all’alba, col gelo, ma perchè. Sarà per la verdura? – e sono miopi, cosa che elimina il fattore felicità da panorama con Alpi in lontananza.
È passato un cane con le calze. Posiziono la padrona sul mio personalissimo trampolino con sottostante vasca degli squali.
Comunque, i veramente indispettiti dal tram che non arriva – con verbose dichiarazioni di sdegno, piedi pestati, sbuffi e contorno di “povera Italia” – sono quelli che non hanno un beneamato cazzo da fare, che vanno in centro a fare colazione nel locale storico, coi camerieri in livrea e i pasticcini a sette euro l’uno. Il tutto alla facciazza tua, che sono le 9 e 24 e non sei per nulla dove dovresti.

Il piumone ti salverà dai bombardamenti

14 Dic

Dopo un weekend in terra natia, torno tipicamente a Torino con la valgia piena di cibi costosi, vedi tonno Consorcio, salmone affumicato, vitelli brasati e vaschette di culatello. Ieri sera, approfittando dell’improvvisa abbondanza, ho mangiato ben un etto del prezioso salume (controvalore €8,46), decisione che ha irrimediabilmente funestato i miei sogni, credo a causa delle difficoltà nel digerire qualcosa che non abbia prima fatto quattro salti in padella. Il prodotto di tutte queste agitazioni onirico-gastriche – ohibò, disse lo stomaco, cos’è questa roba inestimabile, non so come gestirla! –  è stato un incrocio tra la Dresda massacrata di Mattatoio n.5, l’inizio di Reign of fire – quando scoprono i draghi nella metropolitana di Londra -, Cloverfield e una sessione di nascondino particolarmente ingegnosa. Guest star, un mio collega.

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San Mr Burns

11 Dic

È innegabile, moltissime cose divertenti sono anche spiccatamente blasfeme. Concedetemi quindi di parlare di un surreale santino (nel senso di immaginetta votiva, non di santo di bassa statura) dei primi del Novecento, rinvenuto tra i cimeli di famiglia, recentemente salvati dal crollo di un pezzo di vecchia casa in campagna (perchè non solo Pompei si sbriciola). Il santino raffigura il curato di Ars, il venerabile J. B. M. Vianney.

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Friday Reads, meet Mr Doc Sportello

10 Dic

“You’re hungry, Denis?”
“Really. Hey, like Godzilla always sez to Mothra – why don’t we go eat some place?”

Thomas Pynchon, Inherent Vice


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