What’s this, what’s this!

20 Dic

Il Natale è bello quando sei piccola, terrificante quando sei in delirio adolescenziale e assolutamente fantastico quando te ne vai di casa… perchè quando torni ti trattano da ospite. L’altro vantaggio di vivere a duecento sanissimi chilometri di luoghi della propria infanzia è che ti fai degli amici che sono conciati come te, con lo stendino di traverso in mezzo al soggiorno, padelle che agonizzano nel lavandino e una poltrona dove non ci si siede perchè è piena di panni, palle di stoffa e pupazzi che avevi perso un mese prima.
In realtà non è vero.
Accurate osservazioni empiriche mi hanno permesso di stabilire che solo a casa mia si fa teatro dell’assurdo, mentre le case degli altri sono addirittura adatte ad ospitare feste di Natale per 39-106 persone, che si presentano con vassoi di sfogliette appena sfornate e scodelloni di orecchiette con le cime di rapa della campagna natia. Quanto a me, ecco che cosa ho confusamente imparato dalle celebrazioni di questi giorni.

Ci sono moltissimi giovani virgulti che fanno pittura e scultura all’accademia di Brera. Molti di loro hanno barbe interessanti. Alcuni somigliano a Grigorij Efimovič Rasputin – che morì annegato in un fosso solo dopo essere stato avvelenato con il cianuro, ferito al fianco e alla schiena da un colpo di pistola, trascinato per terra e rivoltellato in fronte -, soprattutto per la barba. E se vedete che c’è un giovine con la barba come quella di Rasputin, dovrete avvicinarvi con gentilezza, domandare se viene lavata col balsamo, quanto tempo c’è voluto per farla crescere e tirarla ogni volta che passate.

Questo gioco esiste ancora:

È possibile mangiare per un pomeriggio intero, dormire dalle diciotto a mezzanotte, svegliarsi per nutrirsi di tagliatelle al pesto e tornare a letto felici come coniglioni pasquali.

Può succedere che uomini dotati di baffi straordinari ricevano in regalo un set completo di baffi finti.

I maglioni maschili sono un argomento di discussione molto sentito. C’è chi crede che un pile da sci dei primi anni Novanta sia l’indumento più natalizio che mai potrà indossare. C’è chi si lancia sui sempre nobili mufloni di lana con le treccione – abbinando inspiegabili ali piumate – e chi li predilige tempestati di alamari – che da piccola credevo appartenessero alla famiglia dei cefalopodi. Chiunque faccia l’errore di presentarsi con un maglione da vecchio – concetto fumosissimo – verrà tormentato con indicibile crudeltà da uomini vestiti esattamente allo stesso modo. Ma non bisogna aver paura, quel che riporterà l’armonia è il condiviso terrore di avere all’improvviso una panza così.

Ho amici che fanno ostruzionismo da Zara, uomini che rivendicano con fermezza il diritto di aspettare la fidanzata davanti al camerino senza essere scacciati come stupratori seriali e senza andare a intralciare il passaggio, arenandosi in mezzo al negozio come tristissimi baobab. Uomini risoluti che vengono presi a male parole dalla commessa dei camerini – SCOSTUMATO! -, redarguiti dalla sicurezza e finalmente ascoltati dalla cassiera: – Perchè deve sapere che è tutta colpa del berlusconismo imperante se io non posso accompagnare la mia fidanzata mentre si prova i vestiti e dirle come sta. È colpa del berlusconismo se vengo automaticamente ritenuto un maniaco.

Non ho ancora scoperto chi è che mi ha regalato la penna a forma di fiore di plastica, con tanto di vasetto.

Può capitare che un albero di Natale di un rosa fotonico precipiti vicino a te che indossi una parrucca del medesimo rosa fotonico. Quello che invece capita regolarmente è che Amore del Cuore non solo molesti l’albero rosa, ma ti faccia anche  rovesciare un bicchiere… ormai allenatissima, però, il bicchiere di sabato è cascato in piedi, come i gatti che si lanciano da discrete altezze.

Indovinare un film al gioco dei mimi è impossibile.

Nelle prime due puntate del Trono di Spade si fa all’amore solo ed esclusivamente a pecorina.

Dai venticinque in su, le donne arrivano con acconciature mirabili ottenute in modo casuale mentre gli uomini dichiarano di non voler sorridere mai più perchè hanno le rughe. Sospetto inoltre che la presunta inettitudine femminile al bricolage sia tutta una balla. Le femmine aggiustano benissimo e in modo creativo solo quello che è veramente importante. Tipo, se hai una collana a pesce e il pesce perde la coda, si potrà rimpiazzare la pinna con un santino tailandese, ma mai al mondo ci metteremo a costruire tavoli.

I cinesi di Paolo Sarpi non si prendono più nemmeno la briga di tradurre le insegne dei negozi in italiano. E se lo fanno, scrivono PARRUCCIERE.

Avere più denti del divin Fassbender è possibile, anche se non auspicabilissimo.

Dopo innumerevoli aneddoti, lodi, discorsi e narrazioni, conoscere la distantissima – in senso geografico – fidanzata di un tuo amico non solo non ti fa rimanere male per l’accumulo di HYPE, ma ti fa pure rimpiangere le medie perchè non puoi più averla come professoressa di italiano. In compenso, stai istintivamente attentissima quando si mette a spiegarti qualcosa e mangi tutto quello che ha cucinato, palle giganti di cioccolato comprese.

I boa di piume ti condannano a settimane di vestiti che diventano nidi. Nidi gialli.

La tolleranza di Amore del Cuore al rumore mattutino del campanile è inversamente proporzionale all’allegria sprigionata la sera prima. E scende a zero quando nella cassetta della posta appare la cartolina d’auguri della parrocchia.

Esistono sardi supersonici.

La medesima parrucca cambia inspiegabilmente forma a seconda della testa che la ospita. E non sto parlando di resa estetica finale, sto proprio parlando di conformazione materiale. La parrucca diventa diversa tutte le volte, da caschetto con frangia a caschetto con ciuffetto laterale, da mezza-lunghezza che ti fa arrabbiare e basta a scodella di Fantaghirò. Non capisco e mai capirò.

I cappelli glitterati, le corna da renna coi sonagli e le coroncine delle principesse Disney stanno bene a tutti quanti.

Sei a metà strada tra la casa e la metropolitana e incontri il tuo amico coi baffi belli che sta tornando indietro perchè s’è dimenticato della roba. Capirai che in realtà è un supereroe solo quando finirai di camminare alla metropolitana e vedrai che lui sta già scendendo la scala, col trolley che si è tirato dietro per tutto il tempo.

Scrivere il nome sui bicchieri non serve a non farseli rubare e, visto che è tutto inutile, bisogna almeno cercare di divertirsi. Per dire, Amore del Cuore è stato GAIA per due feste mentre io ho passato la domenica chiamandomi ERMANNO.

Le poltrone-sacco mettono più ansia di quanta ne mettessero i materassi ad acqua ad Edward Mani di Forbice.

I cervi di cartonlegno colorato vanno un casino quest’anno.

C’è chi prova disagio a causa delle ginocchia, come concetto. E non è facile ricordare come fossero le articolazioni delle Barbie. Barbie piegava le ginocchia? E Ken? Ken aveva la gamba rigida e solo Barbie poteva flettere gli arti inferiori?
Che diamine. Io giocavo con gli orsacchiotti anche per evitare tutti questi problemi.

Invidiare le case degli altri è normale, ma continuare a dirsi che “anche casa nostra sarà così bella un giorno” non servirà a un bel niente.

E poi gli uomini spettacolosi esistono. E a Natale ti regalano TEGAMINI.IT.

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5 Risposte to “What’s this, what’s this!”

  1. lafiammiferaia 22 dicembre 2011 a 10:44 #

    Io ancora non ho capito se vivi più a Torino o più a Milano…

  2. lafiammiferaia 22 dicembre 2011 a 12:03 #

    Anche io negli anni dell’università ho fatto del nomadismo spinto.

    Ma, sinceramente, non ci ho mai visto proprio niente di chic! 😉

    • plexyglassprincess 22 dicembre 2011 a 17:29 #

      Il nomadismo mi fa schifo, infatti. Perdo roba continuamente e ho la casa piena di borse mezze disfatte e mezze no. E a Milano non ho neanche le pantofole. Insomma, è terribile. Voglio evolvermi e diventare stanziale.

  3. ortwinbeckmannd6 15 luglio 2015 a 18:53 #

    Le poltrone-sacco mettono più ansia di quanta ne mettessero i materassi ad acqua ad Edward Mani di Forbice. I cervi di cartonlegno colorato … poltrone.wordpress.com

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