Tag Archives: regali

A Natale diamoci fuoco

21 Dic

Mi hanno regalato un estintore.
L’ho sempre voluto, sin da bambina. A Santa Lucia si chiedevano solo pony ed estintori, perchè se il pony correva troppo e s’incendiava, poteva comunque essere salvato dal provvidenziale strumento spegnifiamme.
E poi arreda, l’estintore arreda. È allegro, di un bel rosso vivo. Ti ci difendi anche, metti che ti arrivi in casa un malfattore, non c’è niente di più versatile di un estintore se si decide di sfondargli la mandibola con un colpo ben assestato. E non parliamo di quell’aria un po’ industrial-chic che si porta dietro: l’estintore è un oggetto di design senza tempo, capace di trascendere la mera funzionalità per sorprendere con le sue forme accattivanti, sempre attuali.
Perchè non è un caso se nei musei c’è pieno di estintori appesi. E poi, ammettiamolo una buona volta: che Natale è, se non ti viene da dar fuoco a qualche consanguineo.

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What’s this, what’s this!

20 Dic

Il Natale è bello quando sei piccola, terrificante quando sei in delirio adolescenziale e assolutamente fantastico quando te ne vai di casa… perchè quando torni ti trattano da ospite. L’altro vantaggio di vivere a duecento sanissimi chilometri di luoghi della propria infanzia è che ti fai degli amici che sono conciati come te, con lo stendino di traverso in mezzo al soggiorno, padelle che agonizzano nel lavandino e una poltrona dove non ci si siede perchè è piena di panni, palle di stoffa e pupazzi che avevi perso un mese prima.
In realtà non è vero.
Accurate osservazioni empiriche mi hanno permesso di stabilire che solo a casa mia si fa teatro dell’assurdo, mentre le case degli altri sono addirittura adatte ad ospitare feste di Natale per 39-106 persone, che si presentano con vassoi di sfogliette appena sfornate e scodelloni di orecchiette con le cime di rapa della campagna natia. Quanto a me, ecco che cosa ho confusamente imparato dalle celebrazioni di questi giorni.

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Ventimila Tegamini – festeggiamenti e un contest surreale

25 Ott

Amici, mostri del mare e creature mitologiche, qua c’è allegria… grande Giove!
Un anno di Tegamini – aggiornato con rigore e svizzera puntualità dal mese di novembre del 2010 – ed eccoci qua a fare festa e a buttare coriandoli, perchè il saputellissimo conta-lettori ha superato proprio oggi il numero ventimila. Che non sarà millemila, va bene, ma per una che parla di narvali tristi, borse a forma di gallina, libri e zolle d’erba è un risultato talmente rispettabile da far sentire in colpa. E mi sento giustamente in dovere di ringraziare, in qualche maniera. L’unico modo degno di esprimervi la mia gratitudine sarebbe una laboriosa impresa di sferruzzamento di sciarpine d’alpaca, da avvolgere a pioggia intorno ai vostri gentili colli… ma, come mi ricorda immancabilmente MADRE, non so nemmeno come si prenda in mano, un ferro da calza. Lo brandirei come un’arma, magari, ma non aiuterebbe con le sciarpette. E non ho nè un forno nè le capacità necessarie a produrre biscotti per tutti quanti. Per ovviare a questi disdicevoli deficit – sia a livello di skill-massaia che di elettrodomestici a mia disposizione – ho deciso di comprare dei regali strampalati, perchè fare i regali mi piace immensamente, soprattutto a chi se lo merita.
I regali – belli belli in modo assurdo – stanno in quella busta lì, sulla sedia:


E che ce ne facciamo?
Ci facciamo un contest – UAU! –, perchè non ho la statura intellettuale per decidere arbitrariamente a chi toccherà il Paccozzo del Mistero.

***

VINCI, DUNQUE, IL PACCOZZO DEL MISTERO DI TEGAMINI!
E fatti fare un regalo, santo cielo, che ormai ti compri la roba solo ai saldi.

***

L’ambizioso motto di Tegamini è un pezzettino de La strada di Cormac McCarthy: just remember that the things you put into your head are there forever. Nel libro, l’uomo cercava di tenere vivo il suo bambino, di salvarlo, di portarlo vicino al mare – dove sperava ci fosse più caldo -, ma soprattutto, l’uomo combatteva per  impedire che la testa del suo bambino si riempisse di qualcosa che l’avrebbe terrorizzato per sempre, facendolo diventare vuoto, tagliente e pieno di cenere come il mondo che cercavano di attraversare. Perchè un bambino che porta il fuoco deve continuare a portare il fuoco, anche se è difficile.
Qua c’è un po’ meno dramma e manca ogni tipo di riferimento al cannibalismo, ma l’idea rimane una luminosa meraviglia, anche se la si butta dentro a un Tegamini. E’ una cosa che t’incoraggia a cacciarti nella testa il più possibile… e a scegliere che cosa cacciarci. Dentro a Tegamini ci finisce un sacco di roba strana, ma è tutta roba che mi fa felice.
E quindi?

Che ci cacciate, nei vostri Tegamini?

Rispondetemi, orsù!
Mandatemi una foto e un mini-commento, ditemi come vi chiamate e dove vi trovo (un blog, Twitter, un centro di riabilitazione). Avete ben dieci giorni, fino a venerdì 7 novembre.
Ogni stramberia che riceverò sarà giustamente celebrata in un post, quindi non siate timidi… che faccio pure brutta figura, se qua partecipano solo Amore del Cuore e i parenti stretti. E non vi dico che dovete fare di preciso, perchè il Tegamini è un luogo della mente… e magari il vostro è una cassapanca o cesto di vimini. O un panda.
Tra tutti i Tegamini pervenuti verrà sorteggiato il vincitore del Paccozzo del Mistero, che sarà recapitato dove più vi aggrada. Per il grande annuncio – e se ci sarà giubilo e partecipazione oceanica – pensavo di fare un video, visto che sogno di infilare dei pezzi di carta dentro alla borsa a forma di gallina e di estrarre a mo’ di tombola dopo averla agitata con veemenza… e una cosa del genere va condivisa con qualcuno. Com’è giusto e sano, nel fantomatico video si svelerà anche il contenuto dell’ambito Paccozzo del Mistero, che se no il notaio mi redarguisce.

E dove li mandate, i vostri Tegamini pieni? Ma a questo saltellante indirizzo.

Insomma, divertitevi e in bocca al lupo per la conquista del Paccozzo.
Ma soprattutto grazie, amici, mostri del mare e creature mitologiche.

E perdonatemi tantissimo per “il Tegamini è un luogo della mente”, mi è uscita così.


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