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A Natale diamoci fuoco

21 Dic

Mi hanno regalato un estintore.
L’ho sempre voluto, sin da bambina. A Santa Lucia si chiedevano solo pony ed estintori, perchè se il pony correva troppo e s’incendiava, poteva comunque essere salvato dal provvidenziale strumento spegnifiamme.
E poi arreda, l’estintore arreda. È allegro, di un bel rosso vivo. Ti ci difendi anche, metti che ti arrivi in casa un malfattore, non c’è niente di più versatile di un estintore se si decide di sfondargli la mandibola con un colpo ben assestato. E non parliamo di quell’aria un po’ industrial-chic che si porta dietro: l’estintore è un oggetto di design senza tempo, capace di trascendere la mera funzionalità per sorprendere con le sue forme accattivanti, sempre attuali.
Perchè non è un caso se nei musei c’è pieno di estintori appesi. E poi, ammettiamolo una buona volta: che Natale è, se non ti viene da dar fuoco a qualche consanguineo.

È una palese menzogna

16 Dic

Anche la meno immaginativa delle persone riuscirà a farsi venire in mente almeno un migliaio di cose più allegre di quest’edicola. Un pozzo senza fondo è più allegro dell’Edicola Allegra. I manichini di Zara che somigliano a Hitler sono più allegri dell’Edicola Allegra. Ma pure una torbiera falciata dal maestrale o un gatto con tredici chili di petardi legati alla coda.  Soffitte infestate da spettri e tarantole grosse come palette. Mucche zoppe che allattano vitellini orbi. Intossicazioni da muffa e parrucchini spazzati via dal vento. Sacchetti dell’aspirapolvere che scoppiano e cordate di alpinisti che precipitano giù per un crinale ghiacciato. Lo schiocco di una tibia che si spezza. Una capra legata a un palo in mezzo a una pianura deserta. La sabbia negli occhi. Un’epidemia virulentissima che sbarca sul continente coi ratti di una nave. I cani che escono dal veterinario con quell’imbuto parabolico al collo. I piedi tutti attorcigliati delle vecchiette coi capelli blu. Il singhiozzo perenne. Gambe ingessate e morbillo, in contemporanea. Il Natale quando si odia il Natale. Insomma, a questo mondo tutto è più allegro dell’Edicola Allegra. E anche un bel po’ più sincero.

E i gattini sugli alberi?

10 Ott

Con un dispiegamento di forze grafiche senza precedenti, ieratici pompieri coraggiosi ci informano che sarà impossibile fare la pipì per due ore.

*

Nudi alla meta, ma con le unghie smaltate

7 Set

So che è un momento difficile per l’Italia.
I giovani si sconfortano.
I vecchi si sconfortano.
I piacenti uomini brizzolati di mezza età si sconfortano.
Le MILF lampadate si sconfortano.
Perfino le meretrici minorenni mettono il broncio e si ritrovano col mascara pieno di grumi.
Continuando a ruzzolare giù per questa splendida china, poi, potremmo addirittura svegliarci un mattino e leggere sul giornale che Renzo Bossi ha preso un phD in Ingegneria Biomedica, in canottiera bianca e sputazzando per terra. Dico così, tanto per non ricordare che Renzo Bossi ha lo stipendio più alto del mio e del vostro.
Insomma, unghie rachitiche che stridono sulla lavagna… nei secoli.
Ora però non ho tempo di pensarci. Scusate tanto, ma c’è qualcosa di più pressante. Di tutte queste bazzecole ci preoccuperemo in un secondo momento, perchè c’è qualcosa che dovete aiutarmi a comprendere. Subito! Non posso perdere un minuto di più a sperare, un giorno, di andare alla posta a ritirare la pensione, no! Che ce ne importa, in qualche modo si farà.
Ora no, devo dedicare tutte le mie energie e le mie scoppiettanti sinapsi all’esegesi di un video.
In questo video, che il Signore ci fulmini tutti quanti, troviamo un alpaca con le unghie smaltate di rosa.
Anzi, un alpaca nudo e tosato, con le unghie smaltate di rosa.
Un alpaca che risponde al nome di Lacey.
Che gioca con dei gattini.

 

Ci meritiamo ogni male.

Il condominio del demonio

26 Lug

Una volta, il palazzo di Amore del Cuore aveva un citofono.
Una volta.
Perchè ora non c’è più. Si è dissolto, forse è stato divelto, o è caduto.
Insomma, temo proprio che non scopriremo mai la verità.  Quel che è certo, è che il citofono è scomparso, risucchiato dal mistero e dal dubbio.

In compenso, al posto del citofono è apparso un demonio-mignon.


Ma da dove viene.
E poi, che vuole?

The dead van

15 Lug

Continuo ad imbattermi in assurdità. Vago serena per strada e all’improvviso, tanto per citare uno degli ultimi mirabili avvistamenti, mi passa davanti uno con una moka da sei tatuata sul polpaccio. Due volte, l’ho incontrato, il tizio con la moka tatuata, e non abito in un villaggio di pescatori in Papuasia.
Ora, i casi sono due. Potrebbe essere colpa mia, perchè magari sono io, in qualche modo non chiaro, a calamitare le cazzate urbane. Vado in un posto e tutto quello che di scemo sta esistendo nel raggio di un chilometro si sposta sul mio percorso. Oppure, siete voi che non vi accorgete di niente e, imperturbabili come giumente, andate dove dovete andare, mentre un’idra sventra a craniate il palazzo che avete di fronte.
Onestamente, non so. Ma non lo sa neanche il tizio del furgoncino. Non lo sa e nemmeno gli interessa, perchè lui ha una missione.

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Torinoshire

13 Lug

In centro a Torino, le persone camminano per strada. Tutto è normale, tutto scorre con l’ineluttabilità degli eventi comuni e noiosi. Ad un certo punto, però, qualcosa accade: il pedone standard capisce chi è veramente. Non gli è molto chiaro come sia successo, ma semplicemente SA… o è riuscito a ripescare un ricordo sepolto. Il pedone capisce di essere un hobbit, sicuro come l’oro. E un hobbit ha subito una cosa importante da fare… deve levarsi le scarpe.
E buonanotte.
Consapevole della propria natura più autentica, il nuovo hobbit smette di ciabattare e zoccolare su qualche tipo di calzatura, e se ne va. Forse se ne va in cerca di erba pipa. O del modo per distruggere l’Unico Anello. Che ne so. Quel che è davvero importante è che se ne va a bordo dei propri piedi corazzati, villosi e scalzi.

…bello schifo.

Caduta massi

12 Lug


Sto pensando di lasciare aperta la finestra solo per vedere come mai può essere, un wc intasato dai calcinacci.

Il salmone del dubbio

3 Lug

Piazzale Loreto è un posto molto trafficato. È un gran casino a più corsie concentriche, dove la gente strombazza, cerca di insinuarsi a destra e a sinistra e puó limpidamente conquistare l’amara consapevolezza di non poter in alcun modo arrivare in orario dove dovrebbe arrivare. Quel che non sapevamo, almeno fino alla rivoluzionaria scoperta di oggi, è che non solo a Loreto una volta c’era il mare ma che, in qualche piano dimensionale normalmente celato all’occhio umano, il mare a Loreto c’è ancora.

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Chicchirichì

28 Giu

Dopo aver visto queste scarpine, mi è quasi venuta voglia di riprodurmi.

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