Tag Archives: alpaca

Chiavi di ricerca, vol.9/millemila

30 Nov

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Navigatori perplessi e confusi, mai veramente approdati allo stadio dell’evoluzione che noi tutti più o meno condividiamo. Navigatori senza bussola e senza tutte le rotelle a posto. Gente assillata da domande che riecheggiano nell’immensità e da problemi capaci di scindere la struttura stessa dell’universo. Gente che quando apre la bocca al bar viene allontanata a male parole e che non sa più dove sfogare la propria sete di conoscenza. Un sentimento nobilissimo, capace di trasformarsi – nelle acclamate chiavi di ricerca di Tegamini – in una improbabile accozzaglia di scemenze e terrificanti scorci su un abisso più nero del nero.
Ma che ve lo dico a fare.
Che cosa ci è toccato sentire questo mese? Qualcuno sarà finalmente riuscito a scalzare RADIOSVEGLIE BLASFEME dal gradino più alto del podio meno ambito del mondo?

Scopriamolo – orsù! – in questo nono capitolo delle sempre più sconfortanti keywords di Tegamini. Che sono pure moltissime, santo cielo.

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PORCO A META

Se è vero che del maiale non si butta via niente, dobbiamo sederci qui a un tavolo dall’aria austera e riconoscere al più gustoso dei suini un’ulteriore qualità. Perchè sarà anche sozzo e debordante, ma il maiale domestico è in grado di raggiungere i 17.71 km/h –  se lanciato su un rettilineo non troppo accidentato e supervisionato ad ogni passo da un paramedico col defibrillatore. Considerando che la massa del maiale non è poi così diversa da quella di molti rugbisti – soprattutto quelli che ruzzolano per il campo quel tanto che basta per arrivare a meritarsi il terzo tempo -, non vedo perchè anche il rapidissimo porcello non dovrebbe poter correre verso la linea di meta, grugnendo sonoramente per intimorire gli avversari.

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SALAMANDRE IN CITTA’

Perchè ormai solo le salamandre più becere sono rimaste a vivere nella natura selvaggia.

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C’È CHI DORME SUGLI ALBERI

Nei paesi scandinavi è molto comune avere una casetta sull’albero. Bambini fortunati, che la sorte ha benedetto con capelli di un biondo abbagliante e un rifugio tra i rami di una pianta. E non per meriti conquistati sul campo, ma solo per essere nati nel posto giusto, un luogo fatato dove non solo c’è il giardino, ma ci sono pure dei parenti che sono capaci di costruire sulla vegetazione.
Spero che ci caschino, da quelle spettacolari casette sull’albero. Maledetti bambini scandinavi.

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TORTURA DELLA SEGA

Autoerotismo con carta vetrata.

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Chiavi di ricerca, vol.7/millemila

26 Set

Il mondo vi preoccupa?
Il cosmo sembra disgregarsi sotto i vostri occhi?
Avete deciso di sedervi su uno scoglio ad assistere al gorgogliante declino della civiltà occidentale?
Fate bene.
Perchè a confermare ogni vostro fosco presagio di sventura ci sono le chiavi di ricerca di Tegamini.

Che cosa è successo questo mese?
Quali nuove voragini si sono spalancate sotto i nostri piedi?
Parliamone, senza paura! …o meglio, con un salutare timore.

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Porco di bosco

Perchè non tutto il maiale diventa prosciutto, bello lindo e disteso nelle vaschette del supermercato. In un tempo lontano, quando la terra era scossa da indicibili cataclismi, il porco di bosco regnava su tutti gli animali. Regnava a suon di stridenti grugniti, irsuto e terrificante.

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Come sconfiggere il tarlo

Coi mobili di plastica.

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Nudi alla meta, ma con le unghie smaltate

7 Set

So che è un momento difficile per l’Italia.
I giovani si sconfortano.
I vecchi si sconfortano.
I piacenti uomini brizzolati di mezza età si sconfortano.
Le MILF lampadate si sconfortano.
Perfino le meretrici minorenni mettono il broncio e si ritrovano col mascara pieno di grumi.
Continuando a ruzzolare giù per questa splendida china, poi, potremmo addirittura svegliarci un mattino e leggere sul giornale che Renzo Bossi ha preso un phD in Ingegneria Biomedica, in canottiera bianca e sputazzando per terra. Dico così, tanto per non ricordare che Renzo Bossi ha lo stipendio più alto del mio e del vostro.
Insomma, unghie rachitiche che stridono sulla lavagna… nei secoli.
Ora però non ho tempo di pensarci. Scusate tanto, ma c’è qualcosa di più pressante. Di tutte queste bazzecole ci preoccuperemo in un secondo momento, perchè c’è qualcosa che dovete aiutarmi a comprendere. Subito! Non posso perdere un minuto di più a sperare, un giorno, di andare alla posta a ritirare la pensione, no! Che ce ne importa, in qualche modo si farà.
Ora no, devo dedicare tutte le mie energie e le mie scoppiettanti sinapsi all’esegesi di un video.
In questo video, che il Signore ci fulmini tutti quanti, troviamo un alpaca con le unghie smaltate di rosa.
Anzi, un alpaca nudo e tosato, con le unghie smaltate di rosa.
Un alpaca che risponde al nome di Lacey.
Che gioca con dei gattini.

 

Ci meritiamo ogni male.

Chiavi di ricerca, vol.6/millemila – Summer Edition

23 Ago

Mentre sei in vacanza, occupatissima a decidere se il mojito di Key West sia, effettivamente, migliore dei mojitos (o mojiti?) del resto del mondo – problema di grande rilevanza, sia dal punto di vista enogastronomico che letterario – insomma, mentre sei in vacanza, l’universo continua nel suo maestoso ruzzolare, malgrado te.
Mentre ti vuoi rilassare, vuoi mangiare al ristorante anche se non te lo puoi permettere e vuoi andartene in giro con le ciabatte di gomma (facendo pure il fastidioso rumore CIAC CIAC CIAC), c’è tutto un mondo che si agita, lì, a dieci centimetri dalle tue ferie. In questo angolo di cosmo, che non vedi ma che c’è, prosperano le chiavi di ricerca estive.

C’è chi è arrivato su Tegamini augurando ogni male al suo prossimo, c’è chi si è interrogato sulle abitudini alimentari del più nobile tra gli animali, c’è chi ha parlato di sopracciglia o di denti e, purtroppo, anche chi brama strani ibridi pornogastronomici – che mi guarderò bene dallo svelare.

Ma cominciamo, con la consueta costernazione.

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PICCIONE SUL CAPPELLO

Meglio che averlo sotto il cappello.
E sicuramente, meglissimo di un cappello di piccione.

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Chiavi di ricerca, vol.5/millemila

8 Lug

L’immaginazione umana è sterminata. La curiosità, la volontà di esplorare l’ignoto e di capire l’universo ci conducono in posti che mai avremmo pensato di visitare… che poi, forse era meglio stare a casa.

Come sempre, la gente arriva su TEGAMINI per i motivi sbagliati. Chi per aiutare i piccioni, chi per rifugiarsi in confortanti metafore sui cetacei, chi per trasformare la tosatura dell’alpaca in una solida fonte di reddito, chi per far squagliare robot giganti al sole. E c’è pure una favola molto edificante.
Motivi sbagliati, ma che continuano a non deludere. Grazie, anonimi e confusi personaggi del web. Ma alla fine, che cavolo avete cercato?

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SPREMIAGRUMI VINTAGE

Strumento versatile, preciso ma solido, lo spremiagrumi vintage è dotato di cinque sostegni mobili, in grado sia di tenere in posizione l’agrume che di esercitare una pressione sufficientemente incisiva da farne scaturire il gustoso succo. Lavabile con acqua fredda o calda, lo spremiagrumi vintage è affidabile e rispettoso dell’ambiente – non servono batterie o prese di corrente – ma, soprattutto, è sempre con te, pronto ad essere utilizzato in ogni momento, a casa ma anche al lavoro, in spiaggia e in campeggio, col sole o con la pioggia.
Lo spremiagrumi vintage non ti abbandona mai… ed è proprio alla fine del tuo braccio.

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Conversare con un uomo quasi addormentato

22 Mar

Tegamini: Ho messo la sveglia alle 10 e mezza, va bene?
Amore del cuore: ….ghhhhha.
T: No? Non va bene?
ADC: ….ffff.
T: No, non va bene. Allora quando la metto?
ADC: …maaaai.
T: Eh.
ADC: Maaaaai.
T: Ho capito.
ADC: Ah.
T [tentativo di supercazzola]: ….alpaca?
ADC: ….nuota.
T: E dove?
ADC: …nel mare.
T: Ma non puó, non è capace.
ADC: …ha i braccioli.
T: Ah. E quanti?
ADC: Due.
T: Ma ha quattro zampe.
ADC: Eh va bè, cosa vuol dire… Anch’io ho due braccia e due gambe.

L’amore decolla a dorso d’alpaca

15 Feb

Non tutti sanno che San Valentino fu decapitato. Anzi, decollato, come dicono quelli con un lessico rispettabile. Personalmente, sentir dire che San Valentino fu “decollato” scatena in me una serie di immagini di una blasfemia unica e rarissima. Tipo, San Valentino che vola, con l’ausilio di un’armatura come quella di Iron Man, solo un po’ meno cromata e un po’ più tardo-romana. O San Valentino con quei cappelli-elicottero che solo l’Ispettore Gadget riusciva a far funzionare. Anzi, che solo il cane dell’Ispettore Gadget sapeva far funzionare, visto che quello che mandava avanti la baracca era lui, non di sicuro Penny o quel babbeo di suo zio. Insomma, già non sono predisposta alla fede, figurati poi alla devozione festiva nei confronti di un santo volante a cui è stato accidentalmente appioppato il ruolo di protettore e custode degli innamorati.
Insomma, San Valentino non è che mi intrighi più di tanto. Non mi irrita, ma tendo a fottermene con eleganza. O almeno, così facevo, prima di scoprire un fatto in grado di convertirmi per l’eternità. Perchè le bestie ci salvano dal cinismo. Le bestie vengono in nostro soccorso, trottano, nuotano e strisciano verso di noi, per salvarci da questo gorgo di spocchiosa superbia e allergia da Baci Perugina. Un sapiente segnalatore e paladino dell’amore (viva Matteo) ci fa sapere che agli animali fotografati dal National Geographic San Valentino piace di brutto. È un tripudio di nasi che si toccano, baci, muflonate e smancerie. La cosa susciterebbe in me una sovrana indifferenza, velata da una punta d’incazzatura, se non fosse per l’inaspettata presenza, tra questi romantici rappresentati della fauna terrestre, dell’indiscusso eroe dell’universo: il benamato alpaca.

Poco importa che questa sia una tritissima foto mamma-cucciolo, foto che sicuramente l’esimia rivista naturalistica ha riciclato da qualche altro coccoloso slideshow sulle famiglie animali più tenere del globo, non è questo il punto,  checcefrega, c’è l’alpaca! Qui ci sono degli alpaca che si vogliono un casino di bene. Ed è subito prodigio. Una sensazione liquida e corroborante mi inonda il cuore. Mi pento. Mi dispiaccio. Rimpiango di non aver celebrato San Valentino con devozione e trasporto, di non aver rotto i coglioni al fidanzato perchè mi portasse a cena, a mangiare delle pietanzine di strane forme, impiattate in recipienti dall’aspetto ancor più bizzarro, in mezzo ad altre coppiette con i ragazzi in giacca e le ragazze coi capelli ingessati di lacca dell’Esselunga e un bastardo che va in giro a suonarti il violino nelle orecchie e i cingalesi fiorai che cercano di ficcarti le rose anche negli occhi. Ecco, mi pento, perchè se fossi una brava persona, dovrei fare come l’alpaca, dovrei credere anch’io in San Valentino e vagare per la città con un lucchetto, dei PELUSC con un cuore ricamato sul culo e un cuscino di Lupo Alberto che guarda adorante la sua gallina. Ma per fortuna ho compreso i miei sbagli e ho la possibilità di rimediare. Perchè sbagliavo, a vederla in quel modo. Ero miope e ignorante, ma ora sono salva, perchè l’alpaca sa il vero.
Ed è quindi con convinzione e fervore che vi esorto a convertirvi, perchè l’alpaca sa quel che è meglio per tutti. E dovremmo ascoltarlo.

Chiavi di ricerca, volume due di speriamo mille

8 Feb

A Milano, davanti al teatro Carcano ho visto cadere un cavallo in curva.
Così, ci tenevo a dirlo, tanto per entrare nel clima di insensatezza di una nuova e sempre avvincente puntata di Chi trova un Tegamini, trova un tesoro. Grazie, sconosciuti navigatori. Grazie, per queste impagabili associazioni d’idee e malsane curiosità.

E ora, parliamone. Che ha cercato la gente per arrivare su Tegamini?

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Addobbi d’alpaca

13 Gen

Dopo il rivoluzionario reportage sulla vita segreta dell’alpaca, fonte di copioso clamore ed entusiasmo, l’acclamata rubrica Gli animali ti guardano si espande per ospitare i gradevoli contributi dei lettori. Perchè il progresso ce lo impone, perchè ci piace l’interattività, perchè l’unione fa la forza e insomma perchè sì, che volete da me.
È quindi al grido di PIMP MY ALPACA! che ringrazio l’adorabile Tazzina di caffè e mi accingo a condividere una preziosa immagine che scioglierà cuori, sbrinerà frigoriferi e contribuirà in modo significativo a consegnare all’alpaca il posto che si merita nel mondo… in cima! In cima non so bene a cosa, ma in cima.
Bene.
Anzi, rullo di tamburi.
Grandi e piccini, l’inarrivabile alpaca di Natale. L’addobbo perfetto, perchè non solo ha le sembianze dell’animale perfetto, ma è anche fatto della lana proveniente dall’animale perfetto. Insomma, un trionfo che neanche il 6 a 0 del Milan all’Inter.

E ora vi dirò cosa dovete fare, perchè ho deciso che posso.
Chi si fosse perso le precedenti puntate dovrebbe senza indugi ridurre la sua ignoranza etologica. Sto parlando certamente del nostro beneamato e lanoso quadrupede andino, ma anche del malinconico narvalo e di quell’idiota della sula dai piedi azzurri. E dopo esservi colmati la mente, potreste anche inventarvi un qualche artefatto o pasticcio iconografico in grado di rivaleggiare con l’alpaca di Natale. È quasi impossibile, me ne rendo conto, ma per chi si sentisse coraggioso e creativo, cosa che consiglio a tutti, a questo indirizzo mail troverete comprensione e accoglienza. Perchè c’è spazio anche per PIMP MY NARVALO! e PIMP MY SCEMA SULA!. Il narvalo poi, ne ha un disperato bisogno, poverone.

Il poffoso alpaca

12 Nov

Sono assolutamente certa che la rubrica “Gli animali ti guardano” diventerà un MUST. A livello galattico.
Lo scopo di questo inutile agitarsi di dita sulla tastiera è il seguente: divulgare preziose nozioni zoologiche e incoraggiare l’armonia tra le creature.
Ma veniamo al dunque.
L’alpaca.

L’alpaca è una bestia bella, nonostante somigli a un collage di stivali Ugg.

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