Tag Archives: America

Galline in fuga

19 Ago

Le galline nate e cresciute in campagna fanno le uova meglio. La gallina di campagna fa delle uova piene di tuorlo, ma moltissimo. Ed è anche un tuorlo più arancione del tuorlo dell’uovo del supermercato, che è un po’ giallino, stinto e stentato. E lo dico con autorevolezza, visto che ho passato una settimana nella natura, con la vicina che continuava a portarci pomodori giganti e le uova sante dei suoi polli. C’è da dire, però, che i polli che non abitano negli allevamenti sono sempre spelacchiati. La gallina che ha deposto le uova che ho mangiato ieri, per esempio, era stata azzannata da un cane due giorni prima, azzannata al culo. Ora va in giro senza le penne del didietro e sembra una mezza gallina, così, per metà esposta al vento e agli elementi. Mi sono subito chiesta che cosa fosse capitato alle uova che conteneva… se un cane morde il culo di una gallina e la gallina lì ci mette le uova da deporre, che cosa succede a quelle uova? Si rompono? Si schiacciano? Non si sa. Le uova che ho mangiato io non erano strapazzate. Ho mangiato uova sode, non frittatine. Ma la vera domanda è ben altra… che uova è lecito aspettarsi da una gallina di plastica?

Dopo aver pranzato nel palazzo che ospitò la serafica scena della sega elettrica di Scarface e aver pericolosamente sonnecchiato sotto un ombrellone multicolore in mezzo all’infinita sabbia bianca di South Beach, ho fatto quel che l’America si aspettava da me: ho comprato una stronzata.
E ora, ho una borsa a forma di gallina.

Oltre a posizionarmi un gradino sopra a Chiara Ferragni, la borsa a gallina si è subito rivelata un oggetto stimolante.

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Ernesto Sábato, Sopra eroi e tombe

15 Ago

Alejandra non si faceva viva e Martín si rifugiava nel suo lavoro e nella compagnia di Bruno. Furono tempi di tristezza meditativa: ancora non erano arrivati quelli della tristezza caotica e tenebrosa. Sembrava l’umore adatto a quell’autunno di Buenos Aires, non soltanto autunno di foglie secche, di cieli grigi e di piogge, ma anche di disordine, di nebulosa scontentezza.

Ernesto Sábato
Sopra eroi e tombe
Einaudi (Letture)

***

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Questo libro è quasi caduto in una piscina, perchè ad un certo punto avevo troppo caldo per stare sulla sdraio e mi pareva piú funzionale leggere sul sedilozzo di pietra pieno di palme e fogliame che spuntava dal mezzo dell’acqua.
Questo libro è stato quasi divorato dal malvagio gabbiano-testa-bianca di Key West, la bestia piú irascibile e territoriale dell’arcipelago, un uccello che smascella, intimidisce e terrorizza, soprattutto per la quantità di tic nervosi da bullo di periferia che gli tocca tenere a bada.
Solo le patatine fritte possono placare la furia del gabbiano-testa-bianca.
Questo libro non è nemmeno lontanamente passato vicino a casa di Hemingway, perchè non l’abbiamo trovata. Per strada, peró, c’erano molte galline coi pulcini. Galline con le zampe lunghe. Mi hanno detto che casa di Hemingway è piena di gatti. E di cespugli di menta, penso io.
Questo libro é stato incastrato in mezzo a bicchieri da caffè e carte di pretzel nella tasca del sedile di ben quattro voli: Milano-Londra, Londra-Miami (con stop a sorpresa a Boston, perchè c’era da caricare un pilota in piú), Miami-Atlanta, Atlanta-Milano. I sacchettini per vomitare ora hanno anche una banda adesiva, da incollare alla faccia in modo da non sommergere il vicino di detriti.
Questo libro ha eseguito alcuni timidi passi di danza mentre i culoni delle afroamericane di South Beach provocavano tornadi di sabbia bianca con il loro vorticoso sussultare danzerino. Un po’ piú in là, giovani virgulti sotto un gazebo inghiottivano birra light, visibilmente fieri di bere una cosa che in pratica non esiste. Come il Molise.
Ora, questo libro si sta appiccicando di cera squagliata.

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In futuro, questo libro si riposerà dalle sue numerose fatiche e peregrinazioni – e da tutto l’amore faticoso che scatena – solo pochi scaffali piú in alto rispetto a dove abiteranno questi altri libri, comprati nell’unica libreria che siamo stati capaci di trovare in quindici giorni di vagheggiamenti nella Florida meridionale.

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George Saunders, Il declino delle guerre civili americane

7 Lug

Martedì una macchina accosta proprio mentre io e Claude ci appropinquiamo verso la fossa con i procioni dei Carlisle. Trasciniamo la gabbia in mezzo ai cespugli e ci acquattiamo trafelati. Claude mi bisbiglia che puzzo. Mi bisbiglia che se pesasse centottanta chili terrebbe conto di chi gli sta vicino e si metterebbe a dieta. Il cielo è viola come nei santini con le scene della Crocifissione, il firmamento che si squarcia eccetera eccetera. Una ragazza pallida in sari smonta dalla macchina e raggiunge a piedi il bordo della fossa. Misura a passi la circonferenza e annota qualcosa su un taccuino. Scatta delle fotografie. Si lascia scivolare giù di sedere e risale con un mucchietto d’ossa di procione in un sacchetto di plastica.

George Saunders
Il declino delle guerre civili americane
Einaudi – Stile libero

***

Il barattolo di materia grigia mi è stato donato a Natale, a uno scambio di regali a sorpresa. Io avevo portato una spugna da doccia fatta a ghiacciolo gigante. Manico di legno e tutto, molto realistica. Quando ho scartato il mio regalo, però, ero di parecchio più felice degli altri. Ogni tanto mi viene voglia di aprire la lattina della materia grigia, ma ho paura di quello che potrebbe contenere. Quindi la lascio lì sulla libreria, in attesa di qualche situazione apocalittica con il cibo che finisce in tutto il mondo e la materia grigia come ultima alternativa. Tecnicamente, mangiare presunta materia grigia alla vigilia della fine del mondo credo mi renderebbe classificabile come zombie, per meriti sul campo.

The sound and the fury, William Faulkner

14 Nov

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