Archive | gennaio, 2011

Sotto il vulcano… si vaga un po’ confusi

28 Gen

– Geoffrey, muoio di sete, perchè non ci fermiamo un momento a bere qualcosa?
– Geoffrey, mettiamo da parte il ritegno per una volta e ubriachiamoci insieme prima di colazione!
Ma Yvonne non disse nessuna di queste cose.

Malcolm Lowry, Sotto il vulcano

La poltrona del dentista

26 Gen

– Bene, ecco fatto…
– Bene!
– È stata bravissima anche oggi. La prossima volta prendiamo le improntine e finiamo, va bene?
– Perfetto. Senta ma posso masticare tranquilla, no?
– Magari stia un po’ attenta, insomma puó masticare in relativa tranquillità.
– ….ok, non mangeró i mattoni.

Del perchè avrebbe avuto senso rubare un altro morto

25 Gen

Immaginiamo per un attimo di essere dei ladri abilissimi. Ladri così fighi e infallibili da riuscire a sottrarre cose ingombranti, difficili da nascondere, decisamente complicate da trasportare e ancor più impervie da gestire. Ladri affusolati e agili, con sopracciglia capaci di competere con quelle di Diabolik. Ladri igegnosi, gente che zampilla d’astuzia e ha un nascondiglio sotterraneo più bello della Batcaverna.  Ladri che hanno amici più interessanti di GIGHEN o GHEMON, o che comunque, in caso avessero Ghemon come amico, non sarebbe mai un Ghemon che svolazza aggrappato alle zampe di un’aquila (o era un avvoltoio?), ma sarebbe un Ghemon che viaggia a dorso di drago o pterodattilo. Bene, siamo ladri di un certo livello, ladri degni di essere interpretati da Johnny Depp. Che fare quindi, con tutto questo traboccante talento per l’appropriazione indebita di beni atrui?
Si va sul lago e si ruba Mike Bongiorno.

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Magda Szabó, La ballata di Iza

21 Gen

La vecchia si stava preparando a uscire. Disse che avrebbe ascoltato i suoi racconti prima possibile ma ora doveva proprio andare. Iza la guardò allibita. La madre prese la sporta vuota, salutò, uscì. Iza si piantò con i gomiti sul davanzale della finestra e la cercò allarmata con lo sguardo. La calura soffocante era cessata. La madre uscì sulla strada, non era più terrorizzata dal traffico come prima, perchè attraversò il breve tratto di binari fino all’isola pedonale senza aiuti, e s’arrampicò sul tram numero sei.

Magda Szabó, La ballata di Iza

Dopo La porta, credevo di aver raggiunto l’apice letterario in quanto a orgoglio, cocciutaggine, decoro e dignità.  Ma le donne della Ballata di Iza non scherzano.

Cerca un Tegamini, troverai un tesoro

15 Gen

Come fa la gente ad arrivare su Tegamini? Che cerca? Come condensa il suo ineffabile pensiero in poche parole da affidare a GUGOL? Quali tortuose megapippe semantiche conducono l’apparentemente innocuo navigatore a queste placide sponde?
Le chiavi di ricerca dovrebbero diventare oggetto di seri e approfonditi studi. Hanno un valore socio-antropologico incalcolabile, sono sicuramente la prova di qualche inascoltato movimento di agitazione del subconscio collettivo.
Vabbè.
La verità è che certe cazzate fanno ridere.

Le migliori chiavi di ricerca Tegaminose… e un coraggioso tentativo di interpretazione, al grido di “cos’avrà voluto dire?”.

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The Imperfectionists, giornalisti mollicci

14 Gen

“What?” he asks suspiciously. “What is it?”
“I was just thinking how handsome you are.”
“How fat, you mean”.
“No”, she says. “Handsome”. She kisses his cheek, then his lips. “You are. And I’m not the only one who thinks so, either.”
“So I’ve got admirers now?”
“I’m not about to tell you, am I. You might run off.”
“I made soup, by the way.”
“Yes”, she says, amused. “I know”.

The Imperfectionists, Tom Rachman

Addobbi d’alpaca

13 Gen

Dopo il rivoluzionario reportage sulla vita segreta dell’alpaca, fonte di copioso clamore ed entusiasmo, l’acclamata rubrica Gli animali ti guardano si espande per ospitare i gradevoli contributi dei lettori. Perchè il progresso ce lo impone, perchè ci piace l’interattività, perchè l’unione fa la forza e insomma perchè sì, che volete da me.
È quindi al grido di PIMP MY ALPACA! che ringrazio l’adorabile Tazzina di caffè e mi accingo a condividere una preziosa immagine che scioglierà cuori, sbrinerà frigoriferi e contribuirà in modo significativo a consegnare all’alpaca il posto che si merita nel mondo… in cima! In cima non so bene a cosa, ma in cima.
Bene.
Anzi, rullo di tamburi.
Grandi e piccini, l’inarrivabile alpaca di Natale. L’addobbo perfetto, perchè non solo ha le sembianze dell’animale perfetto, ma è anche fatto della lana proveniente dall’animale perfetto. Insomma, un trionfo che neanche il 6 a 0 del Milan all’Inter.

E ora vi dirò cosa dovete fare, perchè ho deciso che posso.
Chi si fosse perso le precedenti puntate dovrebbe senza indugi ridurre la sua ignoranza etologica. Sto parlando certamente del nostro beneamato e lanoso quadrupede andino, ma anche del malinconico narvalo e di quell’idiota della sula dai piedi azzurri. E dopo esservi colmati la mente, potreste anche inventarvi un qualche artefatto o pasticcio iconografico in grado di rivaleggiare con l’alpaca di Natale. È quasi impossibile, me ne rendo conto, ma per chi si sentisse coraggioso e creativo, cosa che consiglio a tutti, a questo indirizzo mail troverete comprensione e accoglienza. Perchè c’è spazio anche per PIMP MY NARVALO! e PIMP MY SCEMA SULA!. Il narvalo poi, ne ha un disperato bisogno, poverone.

Hereafter, mortali sbadigli al grido di “ma anche no”

11 Gen

Clint Eastwood ha strizza di morire, secondo me. Ha proprio una paura blu. La cosa che mi perplime è però un’altra… e mi pare abbastanza lampante. Se in quel gran bel film che era Gran Torino il legittimo e sacrosanto terrore di scivolare nell’oblio era affrontato con dignità e ben poca polvere sul cappello da vecchio cowboy, in Hereafter il cappello scivola ben più in basso… giù, giù, ancora un po’ più giù, fino a coprire il bassoventre, con una mestizia da spezzare il cuore. Che cavolo è capitato in questo esiguo lasso di tempo? Cos’è questo disarmante abbassamento di braghe? Santo cielo.
Purtroppo, Hereafter è un polpettone moscio, di quelli insipidi  e un po’ immotivati. Dice un po’, ma non troppo. Prende posizione, ma con fastidiosa cautela. Vuole metterci di fronte allo spaventoso abisso, ma senza farci avvicinare troppo al ciglio. Insomma, sembra la pavida trasposizione cinematografica del concetto dell’elephant in the room. Elefante morto, per restare in tema.

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Incoraggia un piccione

10 Gen

Hai mangiato la pizza e visto un film e un po’ piove. Mentre torni a casa, con il tuo amore del cuore (ADC) che ti tiene la mano, vedi un piccione accovacciato sul marciapiede.
Che fare. Come comportarsi. Ma soprattutto, che dire.

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Feticismo da doccia

7 Gen

– E guardi, poi qui c’è il bagno…
– ….
– Aspetti che le accendo la luce…
– ….
– Ecco qua, vada vada dentro, le spiego, che abbiamo ristrutturato tutto.
– No guardi, non deve dirmi nulla: questo bagno è… bellissimo.
–  Ma…
– No sul serio, è meraviglioso… la doccia!
– Ah certo, la doccia è grande. E poi non è una porta di plastica. Vede, è di cristallo scorrevole.
VRRRRRRRRA’-VRRRRRRA’-VRRRRRRRRA’-VRRRRRRRA’
– Questa doccia mi commuove.
– …su su signorina, non faccia così.

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