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Ventimila Tegamini – festeggiamenti e un contest surreale

25 Ott

Amici, mostri del mare e creature mitologiche, qua c’è allegria… grande Giove!
Un anno di Tegamini – aggiornato con rigore e svizzera puntualità dal mese di novembre del 2010 – ed eccoci qua a fare festa e a buttare coriandoli, perchè il saputellissimo conta-lettori ha superato proprio oggi il numero ventimila. Che non sarà millemila, va bene, ma per una che parla di narvali tristi, borse a forma di gallina, libri e zolle d’erba è un risultato talmente rispettabile da far sentire in colpa. E mi sento giustamente in dovere di ringraziare, in qualche maniera. L’unico modo degno di esprimervi la mia gratitudine sarebbe una laboriosa impresa di sferruzzamento di sciarpine d’alpaca, da avvolgere a pioggia intorno ai vostri gentili colli… ma, come mi ricorda immancabilmente MADRE, non so nemmeno come si prenda in mano, un ferro da calza. Lo brandirei come un’arma, magari, ma non aiuterebbe con le sciarpette. E non ho nè un forno nè le capacità necessarie a produrre biscotti per tutti quanti. Per ovviare a questi disdicevoli deficit – sia a livello di skill-massaia che di elettrodomestici a mia disposizione – ho deciso di comprare dei regali strampalati, perchè fare i regali mi piace immensamente, soprattutto a chi se lo merita.
I regali – belli belli in modo assurdo – stanno in quella busta lì, sulla sedia:


E che ce ne facciamo?
Ci facciamo un contest – UAU! –, perchè non ho la statura intellettuale per decidere arbitrariamente a chi toccherà il Paccozzo del Mistero.

***

VINCI, DUNQUE, IL PACCOZZO DEL MISTERO DI TEGAMINI!
E fatti fare un regalo, santo cielo, che ormai ti compri la roba solo ai saldi.

***

L’ambizioso motto di Tegamini è un pezzettino de La strada di Cormac McCarthy: just remember that the things you put into your head are there forever. Nel libro, l’uomo cercava di tenere vivo il suo bambino, di salvarlo, di portarlo vicino al mare – dove sperava ci fosse più caldo -, ma soprattutto, l’uomo combatteva per  impedire che la testa del suo bambino si riempisse di qualcosa che l’avrebbe terrorizzato per sempre, facendolo diventare vuoto, tagliente e pieno di cenere come il mondo che cercavano di attraversare. Perchè un bambino che porta il fuoco deve continuare a portare il fuoco, anche se è difficile.
Qua c’è un po’ meno dramma e manca ogni tipo di riferimento al cannibalismo, ma l’idea rimane una luminosa meraviglia, anche se la si butta dentro a un Tegamini. E’ una cosa che t’incoraggia a cacciarti nella testa il più possibile… e a scegliere che cosa cacciarci. Dentro a Tegamini ci finisce un sacco di roba strana, ma è tutta roba che mi fa felice.
E quindi?

Che ci cacciate, nei vostri Tegamini?

Rispondetemi, orsù!
Mandatemi una foto e un mini-commento, ditemi come vi chiamate e dove vi trovo (un blog, Twitter, un centro di riabilitazione). Avete ben dieci giorni, fino a venerdì 7 novembre.
Ogni stramberia che riceverò sarà giustamente celebrata in un post, quindi non siate timidi… che faccio pure brutta figura, se qua partecipano solo Amore del Cuore e i parenti stretti. E non vi dico che dovete fare di preciso, perchè il Tegamini è un luogo della mente… e magari il vostro è una cassapanca o cesto di vimini. O un panda.
Tra tutti i Tegamini pervenuti verrà sorteggiato il vincitore del Paccozzo del Mistero, che sarà recapitato dove più vi aggrada. Per il grande annuncio – e se ci sarà giubilo e partecipazione oceanica – pensavo di fare un video, visto che sogno di infilare dei pezzi di carta dentro alla borsa a forma di gallina e di estrarre a mo’ di tombola dopo averla agitata con veemenza… e una cosa del genere va condivisa con qualcuno. Com’è giusto e sano, nel fantomatico video si svelerà anche il contenuto dell’ambito Paccozzo del Mistero, che se no il notaio mi redarguisce.

E dove li mandate, i vostri Tegamini pieni? Ma a questo saltellante indirizzo.

Insomma, divertitevi e in bocca al lupo per la conquista del Paccozzo.
Ma soprattutto grazie, amici, mostri del mare e creature mitologiche.

E perdonatemi tantissimo per “il Tegamini è un luogo della mente”, mi è uscita così.


Mangia una mela

6 Ott

Il fatto che nessuno sia indipensabile è tutto da verificare.
Facciamo che quasi tutti non sono indispensabili.
E non è che si salvano solo quelli che la mattina si tolgono il pigiama e corrono coi capelli al vento nella luce dell’alba per seguire il loro cuore. Gente con sogni molto ben strutturati, con lauree a Stanford, con un laboratorio da inventori nel garage di casa. Perchè è molto pericoloso seguire alla lettera un consiglio che ti arriva da un genio. È quasi disonesto che un genio ti venga a dire che non solo puoi fare tutto quello che vuoi per essere davvero libero e felice, ma che lo devi fare. È scorretto, è come incoraggiare un panda al pattinaggio artistico, a fare un non-so-che di totalmente scollato dalla reale possibilità di raggiungere un risultato che non finisca per essere frustrante e orribile. I consigli dei geni andrebbero interpretati… ed è per quello che diffido dei mantra da scatola di cioccolatini. Stay hungry stay foolish. Moriremo in ogni caso, quindi vai da qualche parte e vivi ogni istante come se fosse l’ultimo. Siamo strutturati per sapere queste cose. Anche i nostri malleoli sono consapevoli dell’esistenza di un momento in cui non saranno più malleoli, ma tessuti decomposti. E ai malleoli viene da correre, quando se lo ricordano. E corrono praticamente da soli, senza bisogno che il cervello elabori continuamente questa informazione. Perchè si, passiamo ogni secondo del nostro tempo a cercare di essere più felici, meno soli, o ad agitarci quando capiamo che non siamo nè allegri nè stazionati nel posto giusto. Lì davvero che sentiamo già, forte e chiaro, che cosa ci sta capitando… e non ci vuole un genio. Ci vuole un genio a incastrare i pezzi, a far funzionare l’improbabile, a creare qualcosa che non c’era. Perchè lì, per fortuna, i malleoli che corrono da soli verso un’idea lontana di felicità si trascinano dietro anche uno sciame di neuroni grossi come gattini. E allora succede che quello che si immagina diventi vero.
E lì ci vuole un genio… e tutti i panda coi pattini da ghiaccio sanno capire la differenza. E si accorgono che ogni genio che scompare dal mondo era davvero indispensabile.

Il mio feticismo per le vetrine è ormai noto. Questa è una vetrina di Berlino. Ci siamo finiti davanti mentre cercavamo una metropolitana che era segnata sulla mappa ma non era ancora del tutto ricostruita. Vicino a una metropolitana-fantasma, in mezzo alla neve, qualcuno col dono della sintesi ha messo insieme il rassunto tecnologico di una serie di ottime idee. Ma proprio idee spettacolari.

Trottole e distintivo

14 Set

Non ci si annoia.
Anzi.
Ci si annoia così poco che un po’ di tedio sarebbe salutare. Che ne so, uno sbadiglio qua e là. Una giornata da panda, con tutti che si prodigano per salvarti dall’estinzione. Con la gente che ti fa la pasta col pesto di bambù e ti mette il balsamo nella pelliccia. Con uno che ti spara le vitamine con la cerbottana e viene nel tuo recinto per potare tutti i cespugli a forma di divano.
Ma non è di panda che serve parlare, perchè c’è tutto un turbinare di eventi che travolgono e intrattengono. Quindi, farò uno sforzo per ricordarmi com’è che si faceva alle elementari coi pensierini, ma col grande sollievo di non doverli più scrivere con la penna cancellabile, che non so voi, ma io sono mancina e da piccola facevo le macchie e vivevo ricoperta di inchiostro blu appiccicoso.
Bene.
Pensierini, liste della spesa, osservazioni e vastità del mondo.

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La geometria non è inutile

29 Ago

Là fuori c’è qualcosa che merita una seria riflessione. Ma più dei glutei di Pippa Middleton, del centesimo figlio di Jennifer Garner o della faccia di Leonardo di Caprio – sempre più larga, se ci fate caso. Qualcosa di più grottesco degli effetti speciali di Lanterna Verde o del volume di Valeria Marini.
Macchè. Qualcosa di serio ci minaccia.

Di angoli, dobbiamo parlare.
C’è un problema con la curvatura dello spazio.
E dobbiamo risolvere questa cosa, ma con urgenza.

Dobbiamo permettere alla geometria solida di tornare a governare la materia con il pugno di ferro di un architetto rinascimentale. Perchè il mondo è già abbastanza cattivo. Ci sono brutti libri. Cose orrende capitano alle persone buone. I gattini vengono trasformati in bonsai – o meglio, c’è chi per un po’ ci ha creduto, che è pure peggio. Gli squali azzannano chi si è appena sposato. Non avete i soldi per una donna delle pulizie… e nemmeno le adeguate capacità per farvi le pulizie da soli. Nemmeno gli uragani di livello cinque riescono a conservare la propria potenza, una volta toccato il Financial District. Le scarpe rosse del Papa costano più della vostra istruzione universitaria, ma poi vi dicono che i ricchi finiranno tutti incastrati in qualche fantomatica cruna dell’ago. Le manicure si deteriorano. Gli adolescenti puzzano. Le donne non sanno guidare e anche se sanno guidare è quasi impossibile che sappiano parcheggiare. Ci si affanna per salvare i panda, che vogliono solo essere lasciati in pace a morire – perchè altrimenti cercherebbero di accoppiarsi con un po’ più di entusiasmo. Le navi zappano la barriera corallina. I turisti tedeschi si mettono i calzettoni bianchi di spugna coi sandali. Le mozzarelle ogni tanto sono blu cobalto. Terry Pratchett non ha ancora vinto il Nobel. Il parquet scricchiola – e se non scricchiola, si macchia. Certi cuscini fanno venire male al collo. I canguri ci vogliono prendere a pedate nella pancia. Piedi puzzolenti finiscono sui sedili dei treni. Vi rubano la bici, di continuo. Le femmine pensano che i maschi non telefonano perchè hanno avuto dei contrattempi. Le caffettiere vengono dimenticate sul fuoco. I bambini non hanno mai visto una gallina viva. Il curling è uno sport olimpico. Il calcare vi infesta i rubinetti. Tutto quello che vi piace mangiare finirà per uccidervi. La persona che più amate è anche quella che avete sentito russare più forte, in assoluto. I motorini si spaccano con le buche. Gli uccellini precipitano dal nido. Dovete andare in vacanza, proprio quando erutta un vulcano in Islanda. Andate a votare da una vita, ma non riuscite mai a far succedere niente. Qualcuno va in giro a dire che la macchina del pane fa il pane buono come quello del fornaio. Avete delle buone idee, ma non avete i soldi. C’è chi paga mille euro per un tavolo in discoteca, magari anche un po’ di strada per i cessi. In certi posti non si mangia. I fratelli minori hanno la vita troppo facile. La capra vi ha sgranocchiato la camicia. Ci sono i Gormiti, la miopia, i tamarri, le zanzare tigre e i terminali delle poste.
Ma insomma, che ve lo dico a fare.
E’ vero, ci sono obbrobri e schifezze, ma la vita è meravigliosa, se affrontata con il giusto spirito, ascoltando e comprendendo l’immensa saggezza dell’universo. E già è difficile così, figuriamoci dopo aver visto le ginocchia di Katie Holmes.

Happy b-day, Monster Boy!

25 Ago

Brie Boy had a dream he had only had twice,
that his full, round head was only a slice.

The other children never let Brie Boy play …
… but at least he went well with a nice Chardonnay.

***

Oggi è il compleanno del papà di tutti i mostri belli.
Compie gli anni quello che si è inventato Edward Scissorhands, quello che ha fatto innamorare Jack e Sally e che ha deciso, fra le altre cose, che Jack Nicholson poteva benissimo fare il Joker. Dobbiamo ringraziarlo per l’immotivato sadismo degli alieni di Mars Attacks!, per i momenti migliori di Christopher Walken (compreso il cavaliere senza testa… che forse è proprio il suo momento migliore) e per aver avuto la pazienza di girare in stop-motion. Dobbiamo applaudirlo per gli scarabocchi, per le favole, per Danny Elfman, per aver fatto ballare gli scheletri e per tutte le colline arricciolate della nostra immaginazione. Per i pesci grossi, per quelli piccoli e per quelli morti. Per la miglior Catwoman di tutti i tempi, per una superba casa infestata dai fantasmi, per aver ripudiato il parrucchiere secoli e secoli fa e per aver chiarito, una volta per tutte, che essere un po’ strani non è necessariamente un male.
Visto e considerato tutto questo, possiamo anche dimenticare il taglio di capelli di Willy Wonka e l’imbarazzante Pianeta delle Scimmie. Ma soprattutto, lo dobbiamo perdonare per Alice in Wonderland. Con la Disney c’è sempre stato un rapporto odio-amore, di quelli burrascosi.
In ogni caso, oggi compie gli anni Tim Burton. E io sono molto contenta.

***

Cormac McBirthday

20 Lug

Oggi è il compleanno di Cormac McCarthy e io, per fortuna, sono ancora indietro. Devo leggere la Trilogia della frontiera, vedermi Sunset Limited recitato da Samuel L. Jackson e Tommy Lee Jones, sedermi su una bella duna, mentre il mondo si sbriciola e diventa di cenere, magari con i piedi dentro a un paio di stivali seri. Rossi, se ci sono.
Probabilmente, dovrei spicciarmi a fare tutte queste cose… nel frattempo, però, è il caso di attaccare eventuali cavalli stanchi a qualche albero scheletrico in mezzo a desertoni gialli e fare gli auguri. Non ce lo vedo tanto, a saltellare con un cappellino di carta e cantare le canzoncine. Mi sembra più plausibile una serata a base di brodo di tartaruga. In ogni caso, è comunque una festa.

***

L’uomo si era portato dietro il libro del bambino, ma il bambino era troppo stanco per ascoltarlo leggere. Possiamo lasciare la lampada accesa finché non mi addormento?, disse. Sí. Certo che possiamo.

Prima di prendere sonno rimase sveglio a lungo. Dopo un po’ si girò a guardare l’uomo. Il suo volto rigato di nero dalla pioggia alla debole luce della lampada, come certi teatranti del vecchio mondo.
Ti posso chiedere una cosa?, disse.
Sí. Certo.
Noi moriremo?
Prima o poi sí. Ma non adesso.
E stiamo sempre andando a sud.
Sí.
Per stare piú caldi.
Sí.
Ok.
Ok cosa?
Niente. Cosí.
Adesso dormi.
Ok.
Ora spengo la lampada. Va bene?
Sí. Va bene.
E dopo un altro po’, nel buio: Ti posso chiedere una cosa?
Sí, certo che puoi.
Tu cosa faresti se io morissi?
Se tu morissi vorrei morire anch’io.
Per poter stare con me?
Sí. Per poter stare con te.
Ok.

Cormac McCarthy, La strada

***

Il giudice sedeva da solo nella cantina. Guardava anche lui la pioggia, con gli occhi piccoli nella grande faccia nuda. Si era riempito le tasche di dolcetti a testa di morto e se ne stava vicino alla porta e li offriva ai bambini che passavano sul marciapiede sotto il portico, ma i piccoli si allontanavano scartando come puledrini.

Cormac McCarthy, Meridiano di sangue

***

Suttree si alzò a sedere nella sua cuccetta e guardò fuori.
Vide una mano che sporgeva dal fiume ad aggrapparsi al ponte di casa sua. Rotolò giù dal letto e andò alla porta, girò l’angolo e rimase lì in mutande con gli occhi sul ratto di città.
Fico, eh?, disse Harrogate.
Sai nuotare?
Domani a quest’ora starai parlando con un uomo ricco.
O annegato. Dove diavolo hai trovato quell’affare?
L’ho costruito. Io e quel vecchio ubriacone di Harvey.
Cristo santo, disse Suttree.
Che te ne pare?
Mi pare che sei completamente fuori di testa.
Vuoi farti un giro?
No.
Eddài, ti porto io.
Gene, non salirei su quell’affare neanche sulla terraferma.

Cormac McCarthy, Suttree

***

Io ti maledico

24 Feb

Mi sono imbattuta in una cosa bella, ma che dico, magnifica. Ho trovato un generatore di gufate.
Nell’invitarvi calorosamente a una visita, confesso anche di sentirmi sfidata nel profondo, perchè anche se non sono letale come un mio amico – “Gió, ma non sei ancora andato a canale con la bici, come mai?”… Sette minuti dopo il Gió giaceva riverso in un fosso pieno di rovi e ramarri – c’è anche da dire che nel mio piccolo mi difendo abbastanza bene… Soprattutto se sono in seggiovia ad esprimere il mio modesto parere sullo stile degli sciatori sottostanti. O se guardo la formula1 in tv. O se qualcuno corre a bordo piscina dimostrando visibilmente scarsa coordinazione. O se mi stai un po’ antipatico e sei uno sportivo e io sotto sotto spero che ti stendano in mischia e ne esci con tre legamenti del ginocchio sbriciolati. Insomma, non saró così efficace, ma vorrei arricchire la collezione di maledizioni del glorioso Tumblr scovato oggi, così, come servizio alla collettività, come opera di bene e fonte d’ispirazione per chi, accecato dall’odio, è talmente furente da perdere la fantasia.
Quindi, se credete, Tegamini vi soccorre nel maledire chi se lo merita. E cosa augurare ai cattivi?

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Del perchè avrebbe avuto senso rubare un altro morto

25 Gen

Immaginiamo per un attimo di essere dei ladri abilissimi. Ladri così fighi e infallibili da riuscire a sottrarre cose ingombranti, difficili da nascondere, decisamente complicate da trasportare e ancor più impervie da gestire. Ladri affusolati e agili, con sopracciglia capaci di competere con quelle di Diabolik. Ladri igegnosi, gente che zampilla d’astuzia e ha un nascondiglio sotterraneo più bello della Batcaverna.  Ladri che hanno amici più interessanti di GIGHEN o GHEMON, o che comunque, in caso avessero Ghemon come amico, non sarebbe mai un Ghemon che svolazza aggrappato alle zampe di un’aquila (o era un avvoltoio?), ma sarebbe un Ghemon che viaggia a dorso di drago o pterodattilo. Bene, siamo ladri di un certo livello, ladri degni di essere interpretati da Johnny Depp. Che fare quindi, con tutto questo traboccante talento per l’appropriazione indebita di beni atrui?
Si va sul lago e si ruba Mike Bongiorno.

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Bus VS Tram

20 Nov

Torino, ore diciassette e qualcosa, un autobus decide di aderirsi come una tartina spalmata di senape al tram numero quindici. Seguono variazioni sul tema “allarghiamo le braccia” e “ma anche no” e “povera Italia”.

Dopo una pausa di riflessione, il bus decide di sgrovigliarsi (credo dopo aver realizzato che il tram non si sarebbe spostato…). Comunque, penoso stridore di lamiere e pezzi che rovinano sull’asfalto.

Tram in lutto per il danneggiamento del materiale rotabile.

Sono una live reporter assolutamente fantastica.

Sex and the City prequel: the Carrie Diaries

19 Nov

La Harper Collins ha appena sfornato la copertina del primo prequel di  Sex and the City, scritto dell’ormai inopportuna Candace Bushnell. Il libro (“The Carrie diaries”) sarà pubblicato la primavera prossima, ci delizierà con l’adolescenza di Carrie Bradshaw e sarà destinato al pubblico degli sventurati Young Adults… che  ormai non sono più un segmento demografico ma un bidone.

Comunque, dopo “The Carrie diaries” uscirà un ulteriore prequel, probabilmente Carrie al college o Carrie all’asilo, producendo un super trip generazionale, con le quaranta-cinquantenni prese benissimo con Sex and the City 2 (vi prego, non è più decoroso far spogliare Samantha) e con le ragazzine probabilmente invasate con i libri. A quelle della mia età, vigorose under30, non resterà che rimpiangere l’arguzia e la magnificenza della serie tv e scuotere mestamente il capo.

Mr Big, pensaci tu… ferma lo scempio (e regalaci una cabina armadio).

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