L’amico delle bollicine zuccherose

21 Feb

Che dire, la Pepsi soffre di un antico complesso d’inferiorità nei confronti della Coca Cola. E come potrebbe essere altrimenti? La Coca Cola ha l’ingrediente segreto (uuuuu mistero), la Coca Cola ha creato il moderno distributore automatico, la Coca Cola ha la bottiglietta più iconica e riconoscibile del mondo, la Coca Cola ha inventato Babbo Natale. Come fai a competere con l’invenzione di Babbo Natale, nemmeno Gesù è riuscito a superare la popolarità di Babbo Natale, figurati la Pepsi, che non fa nemmeno parte di un qualche genere di trio trino. La cosa triste è che quando la Pepsi è lì lì per risollevare il capo e passeggiare spedita verso il frigo di qualcuno, la Coca Cola è irrimediabilmente in agguato, cinica e spietata. Ma facciamo un esempio, trasportiamo la disputa nel mondo reale, anzi, facciamoci trasportare dalla disputa sull’Intercity Lecce-Torino, un treno che è stato maledetto nei secoli da generazioni di viaggiatori, e soprattutto da te, che sei a Piacenza e ci sali dopo che un’umanità molto varia ci ha passato su ore e ore, stringendo amicizie che dureranno per tutta la vita. Perchè è verissimo, sali su un treno simile e dopo due scompartimenti ti accorgi senza possibilità d’errore che sono diventati tutti amici, tutti si vogliono bene, si incoraggiano, si nutrono vicendevolmente a pane e salame, urlano IN BOCCA AL LUPO al vicino che si alza per andare in bagno e nemmeno aprono il finestrino, tanto arrivano ad adorare i compagni di viaggio e i loro affettuosi effluvi.
Insomma, è un treno che fa paura di spavento.
Ma sul Lecce-Torino ci sali lo stesso perchè non hai alternative, vai al tuo posto e di fronte, in tutta la sua confusa gloria, trovi il paladino delle bollicine zuccherose.

Ora. Questa persona incarna la difficile situazione che ogni giorno la malcapitata Pepsi deve affrontare. C’è uno che va in giro con la felpa della Pepsi, ma sgarganellandosi una fragrante e saporita Coca Cola. E’ la beffa del secolo. Sei riuscito a infilare una persona in un indumento con un logo gigante ma è comunque tutto inutile, perchè l’ingrato continua a bere Coca Cola, con grugniti di soddisfazione, aggiungerei. E soffermiamoci un secondo sul calmitoso design di quella felpa, che urla la disperazione di un brand. Su quella povera felpa non c’è scritto solo Pepsi, no, c’è il disegno di una lattina di Pepsi, con sopra una grandissima scritta PEPSI, come per convincere il mondo che davvero vendono bibite.
Chiaramente, la Coca Cola non farebbe mai niente di così goffo.
E quindi?
E quindi dobbiamo simpatizzare per la Pepsi, perchè quella della Coca Cola è tutta una finta. La Coca Cola sembra la paladina del bene e della coccolosità tra i popoli, venite, assetati di ogni latitudine, vi abbiamo regalato Babbo Natale e ora vi diamo pure da bere, e venite anche voi, donne che combattono la cellulite, per voi abbiamo la Coca Zero, che non ha calorie! Com’è possibile. Come può non avere calorie? E’ un paradosso che mi atterrisce… ma anche chissenefrega.
Il punto è che la Pepsi ci deve stare simpatica, perchè non cerca di caramellare nessuno, non cerca di sospingerti in un’artificiosa allegria piena di animaletti morbidi, mondi fantastici, creaturine baciucchiose e adorabili GINGOL saltellanti. La Pepsi vive il suo disagio con dignità, tutto sommato. Anzi, la Pepsi s’incazza apertamente, e non se ne vergogna.
Per esempio.
Volemosebbbbbéne Coca Cola numero uno:

Ma anche volemosebbbbbbéne Coca Cola numero due:

E la Pepsi? La Pepsi no. La Pepsi è cattiva, perchè ha sofferto. La Pepsi la butta in rivincita, trucidume e palese stronzeria. E fa bene, ma tutta la vita.
Tipo. Qua, degli obesi (e no, non venitemi a dire che il sumo è uno sport, a meno che lo sport consista proprio nell’essere dei grassi, perchè allora ok, il sumo è uno sport) sconfiggono per una cassa di Pepsi nemmeno troppo fredde un branco di scolpiti calciatori. E li scherniscono pure, con quei culoni sballonzolanti al vento.

Qua, invece, un pacifico villaggio di bevitori di Pepsi viene assaltato da un’orda di barbari che non sanno cosa sia la coordinazione o la strategia militare, ma per fortuna c’è Roberto Carlos che sa tirare le punizioni. Anche qui, sbeffeggio massimo agli stupidi invasori.

Ma il capolavoro finale (giunto perfino sugli schermi delle televisioni italiane, uhmammasaura) è questo, con Beckham che esce scornacchiato dal campo per essere ulteriormente uccellato nel tunnel degli spogliatoi da un innocente, tenero, piccolo trangugiatore di Pepsi, luminosa speranza per il futuro delle bollicine mondiali.

Ora, per chi ancora spera in un qualche tipo di conclusione a questa strampalata argomentazione – di cui non ci facciamo niente, nè ora nè mai -, dirò qualcosa di vagamente coerente ed ellittico. Dunque… Onore alla Pepsi e tante care cose, perchè la Pepsi è fiera di essere un po’ sfigata e vuole la sua vendetta. Non si aspetta che qualcuno la vada a prendere in limousine per andare al ballo di fine anno. No, la Pepsi sa che al ballo farebbe la fine di Carrie… e allora la Pepsi al ballo ci va da sola, in bici, con le calze stracciate e si arrampica su un albero per tirare pomodori mollicci alla gente che barcolla sui tacchi. Ed è un’ottima idea, quella dei pomodori mollicci. Pomodori mollicci sulle capigliature piene di lacca, sui tizi con le orchidee sul bavero, sulle ciotolone di PUNCH con le fette d’arancia galleggianti e su Babbo Natale con tutte le renne. Su Babbo Natale finiscono così tanti pomodori che gli tocca decidere di vestirsi di rosso per sempre. E vissero tutti felici e contenti, in frigo.

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6 Risposte to “L’amico delle bollicine zuccherose”

  1. alphac 22 febbraio 2011 a 00:44 #

    dovrebbero creare un nuovo reato, appropriazione indebita di simbolo universale. Io proprio non lo sopporto che la coca cola abbia inventato babbo natale, vaffanculo, perchè devono inquinare la mia infanzia, è appropriazione indebita, mi fa incazzare.

    E tutto sto buonismo mieloso sotto natale? Come se dietro nn ci fossero miliardi di euro spesi in geniacci del marketing pronti a discutere su cosa farà più leva nell’ignaro pincopallino che si troverà a vedere lo spot

    Massì W le mionoranze oppresse e la Pepsi. Ma alla fine, andiamo di chinotto, quello si è di tutti. Prossimo giro Chinotto-rhum o Chino-libre evvia di etilismo senza limitismo.

  2. Murcuntonio 23 febbraio 2011 a 14:01 #

    1. Evviva
    2. Peccato che appena si dica coca cola poi non manchi mai chi debba gridare alla disperazione degli oppressi ed ogni volta che si vada in macchina con gli amici non si dica “ENI male del mondo” (ma potrei continuare sino ad arrivare a Enrico Papi)
    3. Ad usare troppi congiuntivi mi è venuta la congiuntivite
    4. Prometto di curare la diarrea da commento, ma fai venire voglia di scrivere

    • plexyglassprincess 23 febbraio 2011 a 14:35 #

      1. IPIPIURRA’!
      2. e non dimentichiamo le immagini di bambini che cuciono palloni e cinesini che tirano RISCIO’ a pedali… e in effetti è vero, potremmo arrivare fino a postulare che dentro al Mulino Bianco ci vive il demonio, quindi lasciamo perdere questa perigliosa china.
      3. metti gli occhiali da sole. a me la congiuntivite è venuta una sola volta e avevo gli occhi gialli. forse era già cirrosi epatica (una cosa che ho imparato dal dr.House, quando uno ha le palle degli occhi gialle, è perchè il fegato è messo male).
      4. anche se non credo che pestare una merda porti fortuna, non sarò certo io a porre un limite alla lunghezza/numerosità dei commenti. perchè sono molto democratica, ma anche felice che qualcuno legga queste baggianate.

  3. marco 23 febbraio 2011 a 15:25 #

    eppure in tanti (troppissimi) anni di vita, non ho mai, dico MAI sentito qualcuno al bar o al carrettino della porchetta o al carrellino delle hostess della lufthansa che chieda “una pepsi, grazie”.
    una coca, una cola, una cocacola, una coccacola, persino, ma pepsi, mai.
    te la danno a tradimento, spacciandola per coca cola.
    evidentemente c’è un movimento segreto, una sorta di resistenza, bollicine e libertà, che vive fra noi: altrimenti pepsi ora farebbe felpe.

    • plexyglassprincess 23 febbraio 2011 a 16:22 #

      ribadisco, che vadano tutti a farsi benedire… è il Chinotto che bisogna bere.

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