Archive | febbraio, 2011

Cormac McCarthy, Suttree

25 Feb

Io ti maledico

24 Feb

Mi sono imbattuta in una cosa bella, ma che dico, magnifica. Ho trovato un generatore di gufate.
Nell’invitarvi calorosamente a una visita, confesso anche di sentirmi sfidata nel profondo, perchè anche se non sono letale come un mio amico – “Gió, ma non sei ancora andato a canale con la bici, come mai?”… Sette minuti dopo il Gió giaceva riverso in un fosso pieno di rovi e ramarri – c’è anche da dire che nel mio piccolo mi difendo abbastanza bene… Soprattutto se sono in seggiovia ad esprimere il mio modesto parere sullo stile degli sciatori sottostanti. O se guardo la formula1 in tv. O se qualcuno corre a bordo piscina dimostrando visibilmente scarsa coordinazione. O se mi stai un po’ antipatico e sei uno sportivo e io sotto sotto spero che ti stendano in mischia e ne esci con tre legamenti del ginocchio sbriciolati. Insomma, non saró così efficace, ma vorrei arricchire la collezione di maledizioni del glorioso Tumblr scovato oggi, così, come servizio alla collettività, come opera di bene e fonte d’ispirazione per chi, accecato dall’odio, è talmente furente da perdere la fantasia.
Quindi, se credete, Tegamini vi soccorre nel maledire chi se lo merita. E cosa augurare ai cattivi?

Continua a leggere

L’amico delle bollicine zuccherose

21 Feb

Che dire, la Pepsi soffre di un antico complesso d’inferiorità nei confronti della Coca Cola. E come potrebbe essere altrimenti? La Coca Cola ha l’ingrediente segreto (uuuuu mistero), la Coca Cola ha creato il moderno distributore automatico, la Coca Cola ha la bottiglietta più iconica e riconoscibile del mondo, la Coca Cola ha inventato Babbo Natale. Come fai a competere con l’invenzione di Babbo Natale, nemmeno Gesù è riuscito a superare la popolarità di Babbo Natale, figurati la Pepsi, che non fa nemmeno parte di un qualche genere di trio trino. La cosa triste è che quando la Pepsi è lì lì per risollevare il capo e passeggiare spedita verso il frigo di qualcuno, la Coca Cola è irrimediabilmente in agguato, cinica e spietata. Ma facciamo un esempio, trasportiamo la disputa nel mondo reale, anzi, facciamoci trasportare dalla disputa sull’Intercity Lecce-Torino, un treno che è stato maledetto nei secoli da generazioni di viaggiatori, e soprattutto da te, che sei a Piacenza e ci sali dopo che un’umanità molto varia ci ha passato su ore e ore, stringendo amicizie che dureranno per tutta la vita. Perchè è verissimo, sali su un treno simile e dopo due scompartimenti ti accorgi senza possibilità d’errore che sono diventati tutti amici, tutti si vogliono bene, si incoraggiano, si nutrono vicendevolmente a pane e salame, urlano IN BOCCA AL LUPO al vicino che si alza per andare in bagno e nemmeno aprono il finestrino, tanto arrivano ad adorare i compagni di viaggio e i loro affettuosi effluvi.
Insomma, è un treno che fa paura di spavento.
Ma sul Lecce-Torino ci sali lo stesso perchè non hai alternative, vai al tuo posto e di fronte, in tutta la sua confusa gloria, trovi il paladino delle bollicine zuccherose.

Continua a leggere

L’amore decolla a dorso d’alpaca

15 Feb

Non tutti sanno che San Valentino fu decapitato. Anzi, decollato, come dicono quelli con un lessico rispettabile. Personalmente, sentir dire che San Valentino fu “decollato” scatena in me una serie di immagini di una blasfemia unica e rarissima. Tipo, San Valentino che vola, con l’ausilio di un’armatura come quella di Iron Man, solo un po’ meno cromata e un po’ più tardo-romana. O San Valentino con quei cappelli-elicottero che solo l’Ispettore Gadget riusciva a far funzionare. Anzi, che solo il cane dell’Ispettore Gadget sapeva far funzionare, visto che quello che mandava avanti la baracca era lui, non di sicuro Penny o quel babbeo di suo zio. Insomma, già non sono predisposta alla fede, figurati poi alla devozione festiva nei confronti di un santo volante a cui è stato accidentalmente appioppato il ruolo di protettore e custode degli innamorati.
Insomma, San Valentino non è che mi intrighi più di tanto. Non mi irrita, ma tendo a fottermene con eleganza. O almeno, così facevo, prima di scoprire un fatto in grado di convertirmi per l’eternità. Perchè le bestie ci salvano dal cinismo. Le bestie vengono in nostro soccorso, trottano, nuotano e strisciano verso di noi, per salvarci da questo gorgo di spocchiosa superbia e allergia da Baci Perugina. Un sapiente segnalatore e paladino dell’amore (viva Matteo) ci fa sapere che agli animali fotografati dal National Geographic San Valentino piace di brutto. È un tripudio di nasi che si toccano, baci, muflonate e smancerie. La cosa susciterebbe in me una sovrana indifferenza, velata da una punta d’incazzatura, se non fosse per l’inaspettata presenza, tra questi romantici rappresentati della fauna terrestre, dell’indiscusso eroe dell’universo: il benamato alpaca.

Poco importa che questa sia una tritissima foto mamma-cucciolo, foto che sicuramente l’esimia rivista naturalistica ha riciclato da qualche altro coccoloso slideshow sulle famiglie animali più tenere del globo, non è questo il punto,  checcefrega, c’è l’alpaca! Qui ci sono degli alpaca che si vogliono un casino di bene. Ed è subito prodigio. Una sensazione liquida e corroborante mi inonda il cuore. Mi pento. Mi dispiaccio. Rimpiango di non aver celebrato San Valentino con devozione e trasporto, di non aver rotto i coglioni al fidanzato perchè mi portasse a cena, a mangiare delle pietanzine di strane forme, impiattate in recipienti dall’aspetto ancor più bizzarro, in mezzo ad altre coppiette con i ragazzi in giacca e le ragazze coi capelli ingessati di lacca dell’Esselunga e un bastardo che va in giro a suonarti il violino nelle orecchie e i cingalesi fiorai che cercano di ficcarti le rose anche negli occhi. Ecco, mi pento, perchè se fossi una brava persona, dovrei fare come l’alpaca, dovrei credere anch’io in San Valentino e vagare per la città con un lucchetto, dei PELUSC con un cuore ricamato sul culo e un cuscino di Lupo Alberto che guarda adorante la sua gallina. Ma per fortuna ho compreso i miei sbagli e ho la possibilità di rimediare. Perchè sbagliavo, a vederla in quel modo. Ero miope e ignorante, ma ora sono salva, perchè l’alpaca sa il vero.
Ed è quindi con convinzione e fervore che vi esorto a convertirvi, perchè l’alpaca sa quel che è meglio per tutti. E dovremmo ascoltarlo.

Fruttolofruttolo

11 Feb

FIGLIA: Mamma ti saluto che devo lavare i piatti.
MADRE: …ma hai mangiato?
FIGLIA: Madre, lavo i piatti perchè prima ci ho mangiato dentro, o no?
MADRE: …si si, hai ragione…
FIGLIA: …non sei convinta.
MADRE: Ma no, che c’entra. L’hai mangiata la frutta?
FIGLIA: No.
MADRE: Ecco!
FIGLIA: Non ho mangiato la frutta, morirò.
MADRE: Devi mangiarla la frutta, perchè se non mangi la frutta diventi scema.

Chiavi di ricerca, volume due di speriamo mille

8 Feb

A Milano, davanti al teatro Carcano ho visto cadere un cavallo in curva.
Così, ci tenevo a dirlo, tanto per entrare nel clima di insensatezza di una nuova e sempre avvincente puntata di Chi trova un Tegamini, trova un tesoro. Grazie, sconosciuti navigatori. Grazie, per queste impagabili associazioni d’idee e malsane curiosità.

E ora, parliamone. Che ha cercato la gente per arrivare su Tegamini?

Continua a leggere

Il treno sincero

7 Feb

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: