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Il dilemma del minibar

11 Giu

Se vai al bar e chiedi una birra in bottiglia, la pagherai un casino piú cara rispetto alla medesima birra comprata al supermercato. Se poi apri il minibar della tua sontuosa camera d’albergo, la solita bottiglia ti costerà ancora e ancora di piú, diciamo quanto un cucciolo di koala di contrabbando, col pelo ancora un po’ appiccicato d’eucalipto. Il fenomeno sarebbe facilmente spiegabile facendo appello alle piú elementari teorie economiche, ma non sarebbe per nulla divertente. Quello che si potrebbe invece dire è qualcosa tipo “piú piccolo è il bar, piú la birra è cara”. È un problema di contenitore.
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Io ti maledico

24 Feb

Mi sono imbattuta in una cosa bella, ma che dico, magnifica. Ho trovato un generatore di gufate.
Nell’invitarvi calorosamente a una visita, confesso anche di sentirmi sfidata nel profondo, perchè anche se non sono letale come un mio amico – “Gió, ma non sei ancora andato a canale con la bici, come mai?”… Sette minuti dopo il Gió giaceva riverso in un fosso pieno di rovi e ramarri – c’è anche da dire che nel mio piccolo mi difendo abbastanza bene… Soprattutto se sono in seggiovia ad esprimere il mio modesto parere sullo stile degli sciatori sottostanti. O se guardo la formula1 in tv. O se qualcuno corre a bordo piscina dimostrando visibilmente scarsa coordinazione. O se mi stai un po’ antipatico e sei uno sportivo e io sotto sotto spero che ti stendano in mischia e ne esci con tre legamenti del ginocchio sbriciolati. Insomma, non saró così efficace, ma vorrei arricchire la collezione di maledizioni del glorioso Tumblr scovato oggi, così, come servizio alla collettività, come opera di bene e fonte d’ispirazione per chi, accecato dall’odio, è talmente furente da perdere la fantasia.
Quindi, se credete, Tegamini vi soccorre nel maledire chi se lo merita. E cosa augurare ai cattivi?

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Fruttolofruttolo

11 Feb

FIGLIA: Mamma ti saluto che devo lavare i piatti.
MADRE: …ma hai mangiato?
FIGLIA: Madre, lavo i piatti perchè prima ci ho mangiato dentro, o no?
MADRE: …si si, hai ragione…
FIGLIA: …non sei convinta.
MADRE: Ma no, che c’entra. L’hai mangiata la frutta?
FIGLIA: No.
MADRE: Ecco!
FIGLIA: Non ho mangiato la frutta, morirò.
MADRE: Devi mangiarla la frutta, perchè se non mangi la frutta diventi scema.

La profonda abnegazione della piastrina

5 Gen

Se ti tagli una tibia, cadendo da un gradino come una voluminosa oca, ti ritroverai seduta per terra con in mano un flacone d’acqua ossigenata e la testa affollata da ricordi e domande. Ti chiederai se i giganteschi frammenti di calza rimasti intrappolati nella ferita finiranno per scatenare una cancrena che provocherà l’amputazione del tuo utile arto, appena sotto il ginocchio. Ti chiederai anche, sempre che la gamba si salvi, se ti rimarrà il segno. Ti chiederai se devi in qualche modo intervenire nel processo di cicatrizzazione o se il tuo unico incarico sarà di non rompere le balle, lasciando che la natura faccia saggiamente il suo corso. Ma più di ogni altra cosa, ripenserai alle eroiche piastrine di Esplorando il corpo umano.

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Agente immobiliare, cosa cerchi di dirmi?

4 Gen

Da un punto di vista antropologico e linguistico, cercare casa può essere avvincente. Il mercato immobiliare è una di quelle realtà dove regna sovrana l’asimmetria informativa, dove tu vai a parlare con persone intrepide, impermeabili alla vergogna e al ritegno, persone che con olimpica flemma riescono a dirti che il rognoso monolocale di quindici metri quadri che stai visitando non è un monolocale, bensì un delizioso e modernissimo open space. E ti diranno anche che oltre al microonde, nello squisito e piccolo loft – anzi, “intimo” piccolo loft – ci sono sia lavatrice che lavastoviglie. Al che, ti guarderai speranzosamente in giro, ma lì per lì, incassati sotto al lavabo, questi preziosi elettrodomestici non li vedrai da nessuna parte… ma ti verrà presto detto che non ci sono perchè si trovano dov’è naturale che siano: alla fine dei tuoi avambracci.
Ma non tutto è viscido e subdolo. C’è speranza. E soprattutto, c’è comicità involontaria.

Il bilocale di Giulio Verne
In stabile anni 60 piano alto luminoso ottimo alloggio mq 80 composto da ingresso 2 camere tinello cucinino bagno. Doppia esposizione termoascensore.
Steampunk is not dead!

Alloggio per democristiani
Centralissimo ma molto silenzioso piccolo loft-ampio mono/bilocale circa 40 mq.
I padroni di casa che non vogliono deludere nessuno sono i migliori. Questa casa è un Transformer. E’ un monolocale, è un bilocale, è un loft, è un loft piccolo, è un monolocale ampio, è qualcosa che farà la mitosi per te, è una chimera dell’architettura moderna, è un non-luogo, è tutto quello che gli chiederai di essere. E anche di più.

Quell’allure cosmopolita
Appartamento non arredato di mq. 100 circa composto da: ampio ingresso, 2 camere, sala, cucina abitabile, bagno (sdoppiato alla francese).
Ah, fare la spola tra il cesso e il lavabo, sentendosi un po’ nella ville lumière. Ah, sgranocchiare macarons, contemplando il fascino inarrivabile di un bidet che non esiste. Ma poi, perchè chiamare una cosa con un nome francofono quando poi in Francia non c’è, il beneamato bidet?

Mr Scrooge
Richiedesi affidabilità economiche.
e anche
Richiedesi referenze economiche dimostrabili.
Perchè io sarò anche uno che costruisce frasi scorrette e poco scorrevoli, ma non sono un pezzente schifoso. Sono uno sgrammaticato possidente.

Maniglione antipanico
In interno cortile pedonale con ricovero biciclette, primo piano rialzato, porta blindata, inferriate alle finestre.
Vorrei precisare che il ricovero biciclette è in un bunker sotterraneo, con riconoscimento impronte digitali e scanning della retina all’ingresso. In caso di bisogno, l’appartamento è anche dotato di riflettori con lenti intercambiabili, per proiettare nei cieli il segnale d’emergenza del supereroe più indicato. Perchè non bisogna far fare a Batman una roba da Spiderman.

Scout e campeggiatori
Affittasi al piano rialzato monolocale con zona notte soppalcata e bagno interno; l’immobile è arredato senza zona cottura ma con frigorifero.
La gente disinformata e razzista disprezza chi si fa i Quattro salti in padella. I quattrosaltisti sono derisi da tutti quelli che non li mangiano, soprattutto da grassi coglioni qualsiasi che si sentono dei Gualtiero Marchesi in terra e che indossano il grembuile da cucina come i crociati con l’armatura. Questo qua, che affitta una roba dove non c’è nemmeno il fornello, è sicuramente un detrattore dei cuochi della scuola del surgelato. Avrà pensato, capirai, uno che può spendere solo 310 euro d’affitto che vuoi che si cucini, l’anatra all’arancia? Il dodo in carpione? Le crespelle d’anguilla tirolese? Figurati, si comprerà degl’infimi surgelati Selex – anche perchè, nota bene, i Quattro salti costano quanto un trapianto di cornea, se ci pensiamo bene – da sbattere in una padella col teflon grattato, che fa male e che lo uccideranno lentamente, surgelato dopo surgelato: una morte orribile, come si merita. E allora sai che ti dico, ti metto il frigo col freezer, ma non ti metto il fornello, per schernirti, così impari, analfabeta alimentare. Dai, dai, voglio vederti adesso, inquilino del cazzo.

Godzilla… rhooooarrrr
99º piano. centro storico, Centro-Crocetta, Torino.
Le ipotesi sono svariate. Il palazzo di novantanove piani in pieno centro a Torino è invisibile. Il palazzo di novantanove piani è in realtà la Mole Antonelliana – e per soli 500 euro mensili ci puoi vivere dentro. Ma anche, il palazzo di novantanove piani nessuno l’ha mai visto, ma c’è davvero… e i condoni edilizi hanno fatto più danni del previsto.

E tutto questo solo oggi.

Il teorema di Santa Lucia

23 Dic

A casa mia c’era snobismo, quindi non si aspettava Babbo Natale ma avevamo Santa Lucia, una portatrice di regali di nicchia. E io credevo a Santa Lucia con una fervida, incrollabile e cieca fede, cieca almeno quanto lei.
Fondamentalmente, ci credevo così tanto perchè non avevo ben chiari i meccanismi dell’economia di mercato. Esempio lampante: ero una bambina convinta che il bancomat regalasse i soldi, ma allo stesso tempo non riuscivo a dare un valore a quello che c’era nei negozi, che mi sembrava assolutamente fuori dalla nostra portata. Di conseguenza, non era plausibile che ricevessi tutti quei giocattoli in una botta sola senza un aiuto sovrannatural-divino… tutti quei giocattoli avrebbero rovinato noi e la nostra discendenza, rendendo arida la terra, sterili gli armenti e secche le fonti.
Il fatto è che il denaro mi trascinava nella più assoluta confusione.

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Lo zen della cotoletta

15 Nov

La cotoletta alla milanese mi affascina. E non solo perchè è buona. La cotoletta va oltre la bontà, è addirittura interessante. Credo che la cotoletta abbia dei poteri. Solo per fare un esempio, la cotoletta è in grado di trasformare un animale ridicolo e fastidioso come il tacchino – una bestia che non vede l’ovvia realtà, che si piace a tal punto da non accorgersi di somigliare all’incrocio tra una palla medica da sette chili e un capo indiano – in qualcosa che non solo è saporito, ma addirittura simpatico, croccante  e amico di una vastità di contorni, più di quanti mai ne saprò cucinare nella vita.
Parlo di cotolette di tacchino perchè quelle di vitello/mucca/bue o quelle con spezie, formaggi e altri agenti che contaminano superfluamente la perfezione mi insospettiscono. Le cotolette complesse sono troppo sicure di sè, con tutti quegli aromi e plug-in o nella loro tracotanza da pezzo di carne non bianca. Nella mia cotoletta non servono aggiunte di prosciutto e formaggio, nè di erbacce, spinaci e vari altri licheni. Se volevo mangiare qualcosa di complicato e inutilmente pretenzioso, mangiavo un tacchino vivo.

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