Un’ora di ferie

19 Lug

Sto scoprendo cose mirabili. Tanto per cominciare, ho capito che non tutte le ferie sono uguali. Se prendi una o due ore di ferie, di solito è perchè devi vagare come una trottola, nel tentativo di sbrigare commissioni spiacevoli. Se invece prendi un giorno di ferie, le alternative sono almeno due: o ti serve per cazzeggiare – vedi sonnellino sull’amaca, drink con gli ombrellini e frisbee nel parco – o ti serve per risolvere una menata colossale che non sei riuscito a sbrogliare quando hai preso una sola ora di ferie. Possiamo quindi azzardarci a stabilire che le uniche ferie ragionevolmente al di sopra di ogni sospetto e libere dal male  sono quelle di due o più giorni.
Ecco.
Ieri, per esempio, ho preso un’ora di ferie. E perchè mai? Ho preso un’ora di ferie per farmi sradicare un dente del giudizio… quod erat demonstrandum.

Da che mondo è mondo, le persone vanno a farsi togliere i denti del giudizio perchè sono cresciuti storti, non ci stanno, fanno un male povero, incasinano i molari limitrofi e sono sostanzialmente destinati all’emarginazione dal cavo orale. I miei denti del giudizio no. Sono spuntati in pace e serenità, senza disturbare nessuno. Fino a ieri, avevo quattro denti del giudizio perfettamente integrati nella comunità osseo-mascellare, denti operosi, che masticavano e sminuzzavano come gli altri, denti pieni di buona volontà e pronti a contribuire all’affascinante processo della digestione, processo che, come ho imparato da Esplorando il corpo umano, inizia in bocca.
A me, non cavano un dente del giudizio perchè crea scompiglio, no… me lo tolgono perchè è cariato.

Mentre hai uno che cerca di strapparti un dente, finisci per essere assalito da tantissimi pensieri. Ecco un’esauriente selezione di quello che la mia mente atterrita ha prodotto ieri, nel clou della festa.

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA- AA- AAAAAAAAAAA.

Un fiotto di sangue potrebbe macchiarmi la camicetta. Non la so lavare, questa camicetta piena di ROUCHES. Ma ci saranno fiotti di sangue? Per me ci saranno… che qualcuno protegga la camicetta, io non posso.

Pagliaccia, sistema quell’aspiratore di merda, sto per soffocare.

Coniglietti.
Coniglietti e gattini.
Coniglietti, gattini, agnelli e piccole cose batuffolose.

Non c’è veramente una persona incastrata fino ai gomiti nelle mie mandibole.

Una pinza. Una pinza gigante. Una pinza gigante che si avvicina.

Figata però, quest’anestesia. Ho addormentata anche la narice sinistra. Grande.

Mio padre mi diceva sempre che quando erano piccoli loro, i denti li toglievano col filo attaccato alla maniglia della porta.
Una vita di menzogne.
E le tosille? Le tonsille gliele tiravano fuori con un coso uncinato, così, seduti su una sedia e ciao.
Ma figurati.

Sei mai organizzerò una conferenza sull’Alto Medioevo, inviterò solo dentisti.

Questo sussultante movimento ruota-e-tira non sta funzionando per un cazzo.

La faccia. La mia faccia vola via.

Aquilotti implumi. Meringhe. Ciuffettini morbidini.

Chissà com’è, il dentista, sotto la mascherina? Magari ha un’altra mascherina. E sotto ancora un’altra. Perchè non se la toglie mai, anche quando gira per il corridoio. Non l’ho mai visto senza la mascherina. Questo dentista non ha nulla, dal naso in giù. O forse, ha denti orribili e non può mostrarli, perchè altrimenti nessuno verrebbe a farsi curare da un dentista coi denti brutti.

Me lo darà, dopo, il mio dente? Lo vorrei tenere.

DENTISTA – Signorina, abbiamo quasi finito.
TEGAMINI alza un braccio e produce un segno di vittoria con la mano sinistra.
D – Lo vuole poi, il suo dente?
T alza il braccio di prima e produce un pollice su.
D – Però deve promettere che non se lo metterà al collo come una ragazza della settimana scorsa. Mi ha detto “Dottore, non è che me lo può bucare, così lo uso come ciondolo?”…e mi è toccato bucarglielo col trapano. Mamma mia.
T vorrebbe mandare sonoramente a farsi fottere la ragazza del dente a ciondolo, ma alza il solito braccio e fa di no col dito indice, no che non me lo appendo al collo, è pure cariato.
D – Oh bene, allora è solo curiosa. Sana curiosità, mi piace.
T alza il braccio e fa il movimento circolare del “più o meno, eh” con la mano aperta.
D – Ottimo. Resista ancora un attimo, che ci siamo.
T fa un solenne pugno chiuso e rattrappisce le dita dei piedi, assalita da un’ancestrale terrore.

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4 Risposte to “Un’ora di ferie”

  1. Ozvprntmptpt 19 luglio 2011 a 13:25 #

    E’ evidente che non ti sei portata dietro l’ascigamano!

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  1. ‘La granda in mezzo al pane’ mi coccola e sfama « Tegamini. - 22 luglio 2011

    […] tutto: Giotto, Kebabun e Hot Dog, più un bue, un porcellino e un tirannosauro. Avevo pure una limitata autonomia di masticazione, ma nulla è riuscito a fermarmi. Insomma, fatevi un favore e nutritevi con un bel paninone con i […]

  2. » ‘La granda in mezzo al pane’ mi coccola e sfama - 3 maggio 2015

    […] tutto: Giotto, Kebabun e Hot Dog, più un bue, un porcellino e un tirannosauro. Avevo pure una limitata autonomia di masticazione, ma nulla è riuscito a fermarmi. Insomma, fatevi un favore e nutritevi con un bel paninone con i […]

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