Archivio | agosto, 2011

Téa Obreht – the Tiger’s Wife

30 Ago

“I would like some coffee,” he says.
I laugh in his face, and I tell him is he crazy? – I am not going to give him coffee in his condition.
“If we have coffee, I can prove to you that I cannot die,” he says.
“How?”
“You will see,” he says, “if you make the coffee.” I see him sit up, and he leans out of the coffin and looks inside my traveling bag, and he takes out the coffee box and the paraffin burner. I tell him to lie down, for God’s sake, but he only says: “Go on, make us some coffee, Doctor, and I’ll show you.”

Téa Obreht
the Tiger’s Wife

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La geometria non è inutile

29 Ago

Là fuori c’è qualcosa che merita una seria riflessione. Ma più dei glutei di Pippa Middleton, del centesimo figlio di Jennifer Garner o della faccia di Leonardo di Caprio – sempre più larga, se ci fate caso. Qualcosa di più grottesco degli effetti speciali di Lanterna Verde o del volume di Valeria Marini.
Macchè. Qualcosa di serio ci minaccia.

Di angoli, dobbiamo parlare.
C’è un problema con la curvatura dello spazio.
E dobbiamo risolvere questa cosa, ma con urgenza.

Dobbiamo permettere alla geometria solida di tornare a governare la materia con il pugno di ferro di un architetto rinascimentale. Perchè il mondo è già abbastanza cattivo. Ci sono brutti libri. Cose orrende capitano alle persone buone. I gattini vengono trasformati in bonsai – o meglio, c’è chi per un po’ ci ha creduto, che è pure peggio. Gli squali azzannano chi si è appena sposato. Non avete i soldi per una donna delle pulizie… e nemmeno le adeguate capacità per farvi le pulizie da soli. Nemmeno gli uragani di livello cinque riescono a conservare la propria potenza, una volta toccato il Financial District. Le scarpe rosse del Papa costano più della vostra istruzione universitaria, ma poi vi dicono che i ricchi finiranno tutti incastrati in qualche fantomatica cruna dell’ago. Le manicure si deteriorano. Gli adolescenti puzzano. Le donne non sanno guidare e anche se sanno guidare è quasi impossibile che sappiano parcheggiare. Ci si affanna per salvare i panda, che vogliono solo essere lasciati in pace a morire – perchè altrimenti cercherebbero di accoppiarsi con un po’ più di entusiasmo. Le navi zappano la barriera corallina. I turisti tedeschi si mettono i calzettoni bianchi di spugna coi sandali. Le mozzarelle ogni tanto sono blu cobalto. Terry Pratchett non ha ancora vinto il Nobel. Il parquet scricchiola – e se non scricchiola, si macchia. Certi cuscini fanno venire male al collo. I canguri ci vogliono prendere a pedate nella pancia. Piedi puzzolenti finiscono sui sedili dei treni. Vi rubano la bici, di continuo. Le femmine pensano che i maschi non telefonano perchè hanno avuto dei contrattempi. Le caffettiere vengono dimenticate sul fuoco. I bambini non hanno mai visto una gallina viva. Il curling è uno sport olimpico. Il calcare vi infesta i rubinetti. Tutto quello che vi piace mangiare finirà per uccidervi. La persona che più amate è anche quella che avete sentito russare più forte, in assoluto. I motorini si spaccano con le buche. Gli uccellini precipitano dal nido. Dovete andare in vacanza, proprio quando erutta un vulcano in Islanda. Andate a votare da una vita, ma non riuscite mai a far succedere niente. Qualcuno va in giro a dire che la macchina del pane fa il pane buono come quello del fornaio. Avete delle buone idee, ma non avete i soldi. C’è chi paga mille euro per un tavolo in discoteca, magari anche un po’ di strada per i cessi. In certi posti non si mangia. I fratelli minori hanno la vita troppo facile. La capra vi ha sgranocchiato la camicia. Ci sono i Gormiti, la miopia, i tamarri, le zanzare tigre e i terminali delle poste.
Ma insomma, che ve lo dico a fare.
E’ vero, ci sono obbrobri e schifezze, ma la vita è meravigliosa, se affrontata con il giusto spirito, ascoltando e comprendendo l’immensa saggezza dell’universo. E già è difficile così, figuriamoci dopo aver visto le ginocchia di Katie Holmes.

Georges Perec, Le cose

29 Ago

Continuavano la vita caotica: corrispondeva alla loro inclinazione naturale. In un mondo pieno di imperfezioni, non era, se ne rendevano bene conto, la più imperfetta. Vivevano alla giornata, spendevano senza badarci, spendevano in sei ore quel che avevano guadagnato i tre giorni; spesso si facevano prestare denaro; mangiavano infami patate fritte, fumavano insieme la loro ultima sigaretta, a volte cercavano per due ore un biglietto di métro, portavano camicie sformate, ascoltavano dischi logori, viaggiavano in autostop, e rimanevano, ancora abbastanza spesso, cinque o sei settimane senza cambiare le lenziola. Erano piuttosto inclini a pensare che, tutto sommato, una vita del genere avesse il suo fascino.

Georges Perec
Le cose. Una storia degli anni Sessanta
Einaudi
(Letture)

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Vorrei anche dire che in treno c’è del rumore. Il rumore dei bambini.

AMORE DEL CUORE – Eh figurati, c’è un bambino che piange. Coniglietto*!
* per convenzione, le imprecazioni blasfeme vengono riportate con l’ausilio dell’innocua parola CONIGLIETTO.
TEGAMINI – …siamo quasi arrivati, possiamo farcela.
ADC – Possiamo farcela un corno.
T – …massì dai, alla fine è la prima volta che piange, in questo viaggio.
ADC – Ho capito, ma nemmeno tu o io abbiamo mai pianto, in questo viaggio, e nessuno ci è venuto a dire che siamo stati bravi.

La zoologia è trendy

26 Ago

Dopo il pallogatto aerostatico – che non mi è ancora arrivato – e la giocosa gallina – che vuole invecchiare per partecipare a qualche degno brodo, grande evento per tutte le galline che si rispettino -, persevero con gli acquisti eccentricamente zoomorfi.
A mia discolpa, dirò che mi hanno fatto lo sconto. Anzi, c’era il “se ne prendi tre te ne regalo uno”. E poi dai, anche nella vostra cassa toracica batte un cuore di cioccolato e glitter, un cuore bisognoso di appendere ai muri di casa dei giganteschi pavoni col parasole, dei fenicotteri sciantosi, delle giraffe che fanno i palloni con la cicca e delle papere aviatrici.
Ammettiamolo e basta, una buona volta.

Se ve la sentite, tutte le strambe stampe provengono da questo negozio Etsy > uNaturalInspiration

Happy b-day, Monster Boy!

25 Ago

Brie Boy had a dream he had only had twice,
that his full, round head was only a slice.

The other children never let Brie Boy play …
… but at least he went well with a nice Chardonnay.

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Oggi è il compleanno del papà di tutti i mostri belli.
Compie gli anni quello che si è inventato Edward Scissorhands, quello che ha fatto innamorare Jack e Sally e che ha deciso, fra le altre cose, che Jack Nicholson poteva benissimo fare il Joker. Dobbiamo ringraziarlo per l’immotivato sadismo degli alieni di Mars Attacks!, per i momenti migliori di Christopher Walken (compreso il cavaliere senza testa… che forse è proprio il suo momento migliore) e per aver avuto la pazienza di girare in stop-motion. Dobbiamo applaudirlo per gli scarabocchi, per le favole, per Danny Elfman, per aver fatto ballare gli scheletri e per tutte le colline arricciolate della nostra immaginazione. Per i pesci grossi, per quelli piccoli e per quelli morti. Per la miglior Catwoman di tutti i tempi, per una superba casa infestata dai fantasmi, per aver ripudiato il parrucchiere secoli e secoli fa e per aver chiarito, una volta per tutte, che essere un po’ strani non è necessariamente un male.
Visto e considerato tutto questo, possiamo anche dimenticare il taglio di capelli di Willy Wonka e l’imbarazzante Pianeta delle Scimmie. Ma soprattutto, lo dobbiamo perdonare per Alice in Wonderland. Con la Disney c’è sempre stato un rapporto odio-amore, di quelli burrascosi.
In ogni caso, oggi compie gli anni Tim Burton. E io sono molto contenta.

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Kurt Vonnegut, Cat’s Cradle

24 Ago

– Christ, back in Chicago, we don’t make bicycles any more. It’s all human relations now. The eggheads sit around trying to figure out new ways for everybody to be happy. Nobody can get fired, no matter what; and if somebody does accidentally make a bicycle, the union accuses us of cruel and inhuman practices and the government confiscates the bicycle for back taxes and gives it to a blind man in Afghanistan. –
– And you think things will be better in San Lorenzo? –
– I know damn well they will be. The people down there are poor enough and scared enough and ignorant enough to have some common sense! –

Kurt Vonnegut
Cat’s Cradle
Dial Press Paperback

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Chiavi di ricerca, vol.6/millemila – Summer Edition

23 Ago

Mentre sei in vacanza, occupatissima a decidere se il mojito di Key West sia, effettivamente, migliore dei mojitos (o mojiti?) del resto del mondo – problema di grande rilevanza, sia dal punto di vista enogastronomico che letterario – insomma, mentre sei in vacanza, l’universo continua nel suo maestoso ruzzolare, malgrado te.
Mentre ti vuoi rilassare, vuoi mangiare al ristorante anche se non te lo puoi permettere e vuoi andartene in giro con le ciabatte di gomma (facendo pure il fastidioso rumore CIAC CIAC CIAC), c’è tutto un mondo che si agita, lì, a dieci centimetri dalle tue ferie. In questo angolo di cosmo, che non vedi ma che c’è, prosperano le chiavi di ricerca estive.

C’è chi è arrivato su Tegamini augurando ogni male al suo prossimo, c’è chi si è interrogato sulle abitudini alimentari del più nobile tra gli animali, c’è chi ha parlato di sopracciglia o di denti e, purtroppo, anche chi brama strani ibridi pornogastronomici – che mi guarderò bene dallo svelare.

Ma cominciamo, con la consueta costernazione.

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PICCIONE SUL CAPPELLO

Meglio che averlo sotto il cappello.
E sicuramente, meglissimo di un cappello di piccione.

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Terry Pratchett, Lords and Ladies

21 Ago

The Monks of Cool, whose tiny and exclusive monastery is hidden in a really cool and laid-back valley in the lower Ramtops, have a passing-out test for a novice. He is taken into a room full of all types of clothing and asked: Yo, my son, which of these is the most stylish thing to wear? And the correct answer is: Hey, whatever I select.

Terry Pratchett
Lords and Ladies

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Galline in fuga

19 Ago

Le galline nate e cresciute in campagna fanno le uova meglio. La gallina di campagna fa delle uova piene di tuorlo, ma moltissimo. Ed è anche un tuorlo più arancione del tuorlo dell’uovo del supermercato, che è un po’ giallino, stinto e stentato. E lo dico con autorevolezza, visto che ho passato una settimana nella natura, con la vicina che continuava a portarci pomodori giganti e le uova sante dei suoi polli. C’è da dire, però, che i polli che non abitano negli allevamenti sono sempre spelacchiati. La gallina che ha deposto le uova che ho mangiato ieri, per esempio, era stata azzannata da un cane due giorni prima, azzannata al culo. Ora va in giro senza le penne del didietro e sembra una mezza gallina, così, per metà esposta al vento e agli elementi. Mi sono subito chiesta che cosa fosse capitato alle uova che conteneva… se un cane morde il culo di una gallina e la gallina lì ci mette le uova da deporre, che cosa succede a quelle uova? Si rompono? Si schiacciano? Non si sa. Le uova che ho mangiato io non erano strapazzate. Ho mangiato uova sode, non frittatine. Ma la vera domanda è ben altra… che uova è lecito aspettarsi da una gallina di plastica?

Dopo aver pranzato nel palazzo che ospitò la serafica scena della sega elettrica di Scarface e aver pericolosamente sonnecchiato sotto un ombrellone multicolore in mezzo all’infinita sabbia bianca di South Beach, ho fatto quel che l’America si aspettava da me: ho comprato una stronzata.
E ora, ho una borsa a forma di gallina.

Oltre a posizionarmi un gradino sopra a Chiara Ferragni, la borsa a gallina si è subito rivelata un oggetto stimolante.

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Ernesto Sábato, Sopra eroi e tombe

15 Ago

Alejandra non si faceva viva e Martín si rifugiava nel suo lavoro e nella compagnia di Bruno. Furono tempi di tristezza meditativa: ancora non erano arrivati quelli della tristezza caotica e tenebrosa. Sembrava l’umore adatto a quell’autunno di Buenos Aires, non soltanto autunno di foglie secche, di cieli grigi e di piogge, ma anche di disordine, di nebulosa scontentezza.

Ernesto Sábato
Sopra eroi e tombe
Einaudi (Letture)

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Questo libro è quasi caduto in una piscina, perchè ad un certo punto avevo troppo caldo per stare sulla sdraio e mi pareva piú funzionale leggere sul sedilozzo di pietra pieno di palme e fogliame che spuntava dal mezzo dell’acqua.
Questo libro è stato quasi divorato dal malvagio gabbiano-testa-bianca di Key West, la bestia piú irascibile e territoriale dell’arcipelago, un uccello che smascella, intimidisce e terrorizza, soprattutto per la quantità di tic nervosi da bullo di periferia che gli tocca tenere a bada.
Solo le patatine fritte possono placare la furia del gabbiano-testa-bianca.
Questo libro non è nemmeno lontanamente passato vicino a casa di Hemingway, perchè non l’abbiamo trovata. Per strada, peró, c’erano molte galline coi pulcini. Galline con le zampe lunghe. Mi hanno detto che casa di Hemingway è piena di gatti. E di cespugli di menta, penso io.
Questo libro é stato incastrato in mezzo a bicchieri da caffè e carte di pretzel nella tasca del sedile di ben quattro voli: Milano-Londra, Londra-Miami (con stop a sorpresa a Boston, perchè c’era da caricare un pilota in piú), Miami-Atlanta, Atlanta-Milano. I sacchettini per vomitare ora hanno anche una banda adesiva, da incollare alla faccia in modo da non sommergere il vicino di detriti.
Questo libro ha eseguito alcuni timidi passi di danza mentre i culoni delle afroamericane di South Beach provocavano tornadi di sabbia bianca con il loro vorticoso sussultare danzerino. Un po’ piú in là, giovani virgulti sotto un gazebo inghiottivano birra light, visibilmente fieri di bere una cosa che in pratica non esiste. Come il Molise.
Ora, questo libro si sta appiccicando di cera squagliata.

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In futuro, questo libro si riposerà dalle sue numerose fatiche e peregrinazioni – e da tutto l’amore faticoso che scatena – solo pochi scaffali piú in alto rispetto a dove abiteranno questi altri libri, comprati nell’unica libreria che siamo stati capaci di trovare in quindici giorni di vagheggiamenti nella Florida meridionale.

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