Glamour ci racconta come fare all’amore ridendo

14 Nov


Un mese fa sono dovuta andare in farmacia perchè ero malata. Sono uscita di casa col pigiama, i mocassini indiani imbottiti di pelo, la cuffia e il piumino stropicciato, tutto di colori in guerra fra loro da tempo immemore. Insomma, ero più che un relitto, ero la ruggine che sta sopra ai relitti. Starnutivo copiosamente, mi faceva male la faccia e a metà strada mi sono pure sorpresa a pensare che non avrei mai raggiunto la farmacia e che sarei morta lì, nello scavo fangoso del cantiere del gas. Ma poi, quando ormai stavo perdendo le speranze, ho visto balenare da qualche parte alla mia destra il distributore dei preservativi, e ho capito che il bene avrebbe trionfato ancora una volta. E davanti non avevo nessuna vecchia inferma, nessun anziano che doveva provare la pressione, nessun imbarazzato giovane in cerca di medicinali per combattere la sifilide. Un trionfo luminoso. Mi hanno dato una sporta di Tachifludec e dei cosini pieni di bussolotti di Multicentrum e via, di nuovo per strada, col cuore gonfio di quella fiducia nella scienza che solo lo shopping in farmacia può infondere. Sarei guarita. I miei anticorpi potevano vincere. Il mondo era mio!
Credo sia per quello che sono andata in edicola a comprare Glamour.

Mi si è aperto un mondo, credetemi.

“Pensi che il sesso sia sempre una cosa seria? Ti sbagli! E qui puoi ricrederti. Almeno 12 volte!”
E ve ne devo parlare, perchè là fuori c’è qualcuno che fa del “sesso LOL”… e non parlo delle donne che vi prendono in giro appena vi calate le braghe, no! Parlo di coppie di adulti che sghignazzano mentre fanno all’amore, magari indossando intimo con su i pagliacci e piazzando bucce di banana davanti alla porta del bagno.

Sul serio, è avvincente.

La prima cosa che ci viene consigliata è “l’esercizio dei cinque minuti”, una roba che nemmeno De Coubertin. Perchè “raggiungere un piacere indimenticabile non deve essere l’obiettivo principale del rapporto, sia per te sia per il partner. Insomma, quello che conta è partecipare”.
Già per una femmina è offensivo, ma pensa dirla a un maschietto, questa cosa. Forza, tutte a casa ad esortare gli uomini alla semplice partecipazione, che sarà mai. Amore, ma che fai ancora lì, hai partecipato, no? Che pretese, mettilo via e fatti una dormita.
Comunque, l’esercizio dei cinque minuti consiste nel darsi “non più di cinque minuti per esplorare il corpo dell’altro e scoprire dove fa più solletico”. Si consiglia di usare abilmente la combo lingua-polpastrelli, “tra godimento e titillamento”.
Non so voi, ma se c’è una cosa che mi manda fuori dalla grazia di Dio è il solletico. Quello… e anche i pizzicotti, che se ci fate caso, è tutta roba che capitava alla scuola elementare. Posso essere esortata alla pratica delle coccoline o a quella dei sublimi grattini sulla schiena, ma non venitemi a dire che devo essere solleticata per cinque minuti tutte le benedette volte. Il solletico non lo accetto, anzi, staccherò di netto gli arti di chiunque tenti di farmi il solletico, come Chewbecca quando gioca a scacchi con C3PO.

Visto che si parte sempre con l’idea più deboluccia, faremo finta di niente, perchè quello che ci suggeriscono dopo il solletico decoubertiniano è il “toy con sorpresa”.
Perchè dovete sapere che ci sono dei giocattoli anche per i grandi.
Bene, per i maschietti c’è il Tenga Egg… che potrei descrivere con parole mie, ma sono piuttosto sicura che causerei una subitanea apocalisse, quindi preferisco preservare l’integrità di questo nostro bel pianeta e lasciar fare tutto al video didattico, anche perchè la dimostrazione col randello di plastica vi divertirà immensamente.

E ora domandiamoci perchè mai un uomo che è lì a letto con voi dovrebbe improvvisamente infilarlo in un uovo di gomma – viscido, molliccio e gelato – quando potrebbe invece dirottarlo verso un altro tipo di cavità, ben più accogliente, amichevole e temperata.
Ma l’uovo di Colombo non è nulla in confronto a Sqweel, “il primo stimolatore clitorideo al mondo con 10 lingue rotanti”, ci dice il sito ufficiale di quest’arnese in attesa di brevetto. Perchè “esperti internazionali hanno detto: Sqweel è completamente diverso da un vibratore e anche se non è una lingua, è la cosa più vicina ad essa! E’ una sensazione completamente diversa, così umana è quasi inquietante. Il tuo partner dovrebbe essere seriamente preoccupato! “, c’informa sempre il sito ufficiale.

E se non vi va di mettere ciò che avete di più prezioso dentro a un ventilatore-leccone, potete sempre optare per We-vibe, che si usa in coppia e ha l’aspetto della degenerata progenie che scaturirebbe dall’incontro tra un ferro di cavallo e uno di quei telefoni con lo sportellino, fatti a conchiglia.

Ma non disperiamo. Perchè qui Glamour ci fa sentire in difetto, con la storia delle “perversioni con il sorriso”: “basta con i soliti travestimenti (cameriera, geisha, infermiera) e con i soliti giochi di ruolo. Sì, sono funny, ma più per lui che per te. Vero che è così?”.
Io onestamente non lo so, non ce l’ho mica tutto l’occorrente per la ceriminonia del tè. E nemmeno il kit del pronto soccorso. E i lavori domestici non li faccio in casa mia, figuriamoci se mi metto a spolverare nel bel mezzo di un incontro galante. Mi trovo quindi completamente disarmata di fronte all’esortazione di trasformare tutto quanto in una “messa in scena” che mi faccia “sentire protagonista”, come Dita Von Teese.
Che qualcuno investa sul mio avvenire di ballerina di burlesque, non vi deluderò.

Altra cosa che ignoravo, nel mio candore di ragazza di provincia, era l’esistenza del “gioco del payment sex forfeits”. Funziona come all’ippodromo: “decidete di cenare fuori? Bene, prima di uscire, stabilite insieme delle scommesse. Per esempio: se la cameriera ch vi servirà avrà meno di 25 anni, una volta a casa, sarai tu a soddisfare il tuo compagno con un rapporto orale”, e viceversa.
Non so che cosa ne pensate voi, ma a me sembrerebbe di uscire con Gigi Sabani, o con Jocelyn. Scommettiamo che se riesco a trascinare quel tir laggiù usando una robusta corda e la sola forza delle mie mascelle, una volta raggiunta l’alcova ti delizierò con la posizione ennemila del tantra del loto bianco?
Santi numi. Che qualcuno ci restituisca Giochi Senza Frontiere – che mai nella mia infanzia ho visto vincere l’Italia – e lasciamo in pace le cameriere di ogni età, povere donne.

Quello dopo, “un vecchio gioco”, suggerisce la rivisitazione in chiave erotica una serie di pilastri ludici delle nostre tormentate adolescenze: il gioco della bottiglia e Twister. C’è anche la spiegazione, ma vi confesso che non l’ho capita. Se del gioco della bottiglia ho un ricordo un po’ deprimente – mai una volta che riuscissi a baciare chi mi piaceva -, di Twister non posso che dire tutto il bene possibile. Bravissima, ero bravissima. Perdevo solamente quando qualche mio avversario, in preda ai crampi, chiamava qualcuno degli spettatori per prendermi a calci.
Bisognerebbe abolire lo yoga e aprire palestre di Twister, perchè fortifica il corpo e la mente.

Poi c’è “l’ora del wild sex”, che consiste in un sorprendente e fulmineo incontro: “raggiungi il tuo compagno durante il giorno per un incontro fugace, un rapporto sessuale rapido, inaspettato e un po’ selvaggio”.
Magari arrivi vestita da Xena la Principessa Guerriera, lo gonfi di frustate e te ne vai, ancheggiando nel sole del meriggio. Che a me piacerebbe pure raggiungere il mio compagno durante il giorno, è che non posso andare a Milano per la pausa pranzo, mi diventa problematico a livello logistico. E i treni costano quello che costano, poi sono sempre in ritardo e anche se fossero in orario devo timbrare il cartellino in ufficio, è un disastro, un disastro. L’unica cosa che mi lascia perplessa è la conclusione del momento wild sex: “poi allontanati. Evitando commenti e facendogli credere, così, di aver fatto l’amore con una donna che non sei tu”.
Che roba?
Scusa?
Una donna che non sono io – anche se sono io?
E perchè mai il mio compagno dovrebbe voler fare all’amore con una donna che non sono io, per giunta servendosi della mia pausa pranzo?
Ciao, ciao, ciao.

Sui “15 minuti di sesso orale” non è che sia necessario prodigarsi in particolari sforzi d’esegesi. E’ bello però il consiglio alla donzella che si avvicina un po’ claudicante alla difficoltosa disciplina: “gioca con entrambi i lati della lingua: la parte superiore, più ruvida per la presenza delle papille, e la parte inferiore, decisamente più liscia”.
Gattino.
Lumaca.
Gattino.
Lumaca.
Gattino.
Lumaca.

Con “la sfida è servita” bisogna iniziare urlando in faccia al proprio ragazzo una roba tipo “ADESSO DIMOSTRAMI DI COSA SEI CAPACE!”. E state attente, che se lo dite a uno che già è pimpante di suo potreste finire in stampelle per una decina di giorni. Con fierezza, ma in stampelle, tra gli applausi delle amiche. Poi ci sono “le app per il sex drive”, ma conviene provarci solo se sul vostro telefono c’è la pellicola protettiva, il “metti in pausa l’amore”, che riscopre la millenaria arte dello sventolamento del tubero sotto al naso del vostro ardente compagno – lasciandolo poi lì, con un palmo del medesimo naso, mentre voi e il tubero fuggite lontano – e il conclusivo “it’s good to be bad”, dove ci si schiaffeggia e ci si accarezza nel nome del “soft bondage”, in attesa dell’udienza per maltrattamenti domestici.

***

***

E ora che Jane Eyre ha sopito qualsiasi tipo di slancio che potevate aver sviluppato nel nome del “funny sex”, vorrei ringraziare Glamour – perchè deciderà di non querelarmi e sono certa che comprenderà che tutto questo è un ridi-con-Glamour e non un ridi-di-Glamour – e anche la gente che produce arnesi stimolanti – perchè anche loro sceglieranno di non passare per vie legali, classificandomi come spavalda fonte di click burloni.
E ora scusatemi, ma devo andare a confessarmi.

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10 Risposte to “Glamour ci racconta come fare all’amore ridendo”

  1. anninat 15 novembre 2011 a 07:51 #

    Hahahahahaha sto ridendo da sola come una scema (i miei penseranno che son pazza, ma devo dire che la vittoria del paccozzo li ha messi già abbastanza in allarme). Leggo (?) Glamour per spegnere un po’ il cervello e guardare i vestiti, devo dire che questi servizi non li ho mai letti con troppa attenzione e che tu gli hai dato una nuova vita. Il LOL sex, ma pensa te.

    • plexyglassprincess 15 novembre 2011 a 14:38 #

      pazza! sono i migliori. ricordo ancora quello coi suggerimenti su come fare all’amore in spiaggia in una notte d’estate… bello eh, ma scevro di consigli su come evitare di finire con le pudenda piene di sabbia.

  2. Inachis Io 15 novembre 2011 a 08:07 #

    Grazie, mi hai rovinato la giornata. Oggi rido fino alla pausa pranzo! 🙂

  3. Effe (@tarta7) 15 novembre 2011 a 09:49 #

    Sto ridendo senza riuscire a darmi un contegno, forse per il lieve choc causato dall’uovo molliccio. Dio mi perdoni, hanno inventato un uovo molliccio, e la cosa assurda è che saprei a chi regalarlo!

    • plexyglassprincess 15 novembre 2011 a 14:41 #

      se hai il potere di far felice uno sciagurato donandogli un uovo molliccio, è tuo preciso dovere donarglielo. perchè i regali non devono piacere a te che li fai, devono piacere al destinatario.

  4. emmaci 15 novembre 2011 a 11:53 #

    Ho riso un sacco! 😀

  5. brigidafraioli 15 novembre 2011 a 19:09 #

    Il sesso salvifico, il distributore di preservativi come un faro nella tempesta e le rubriche di Glamour per ritrovare il sorriso. Freud, con un uovo in mano, ci avrebbe pensato su… 🙂

  6. Sayu 16 novembre 2011 a 11:25 #

    Per tutti gli dei (e le dee), credo che nella mia mente riecheggerà all’infinito la sequenza killer “Gattino/Lumaca”.
    Non riesco a smettere di ridere!

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