Incanti nella valle

7 Ott

Con le piante non ci ho mai parlato. Parlo da sola, parlo coi piccoli animali, parlo con la gente e pure con le macchinette che iniziano una conversazione con me, tipo quella dei biglietti del treno e il casello meccanico dell’autostrada, ma non ho mai detto un bel niente a un fiore o a una pianta. Amore del Cuore aveva moltissime piante secche e desolate, ma salutarle quando ci si passava davanti sul ballatoio non è che aiutasse poi molto: sono rimaste secche, e basta. E anche da piccola, quando Madre s’era presa bene con l’orto in campagna, venivo utilizzata solo tangenzialmente nella grandiosa opera di crescita delle verdure. Non mi facevano innaffiare o legare i pomodori storti agli stecchini di legno, mi facevano strappare le erbacce infestanti… che va bene, era un’attività benefica per le nostre zucchine e la nostra lattuga, ma nociva per l’erbaccia che dovevo estirpare. Facevo del male a un gruppo di vegetali per farne prosperare degli altri, insomma, le mie caparbie manine erano strumenti di devastazione, anche se lo scopo finale – mangiare l’insalata super biologica – non era oggettivamente malvagio.
Visto che non strappo un’erbaccia da una quindicina d’anni e che mi sento di aver espiato ogni tipo di crimine contro il regno vegetale, mi sento pronta alla riabilitazione e, con grande risolutezza, ho deciso di schierarmi impettita tra le fila dei coltivatori di flora. Combatterò in silenzio, perchè continuo a pensare che sia cretinissimo parlare con della roba che vive in un vaso, ma cercherò di fare del mio meglio.
E dove sfogare tutti questi buoni propositi? Dove verificare il potere del mio pollice, che non si sa ancora se sia verde o cosa?
Per tutto questo, ci sono i prati a stella.

***

***

Come per le attività serie, c’è tutto un kit.
C’è la stella di ceramica, pronta a ricevere il dono della vita che germoglia.
C’è un saccherello di terriccio, che credo sia al 96% composto di cacca, perchè la cacca mi dicono sia prodigiosamente fertile e capace di miracoli che neanche i fagioli magici.
C’è una bustina con dei semi. I semi del prato. Ogni seme diventerà uno stelo? Funzionano così i prati?
Tutto sembra droga di un qualche tipo, ma non lo è… anche se spero che possa diventarlo, magari dopo un’inaspettata e benvenutissima mutazione.

***

***

Seguendo minuziosamente le istruzioni, ho messo la terra-cacca nella stella-culla-della-vita e ci ho spolverato sopra i semi-prato. Poi ho preso un cosino d’acqua e ho innaffiato tutto con grande amore.
Mentre fai cose semplici vieni assalito dai più atroci dubbi. Tipo. Avrò messo troppi semi? Ma se ho sempre le persiane chiuse, dove la prende la luce? Va bene anche la lampadina? Ma i semi non crescevano sotto terra? Perchè le istruzioni mi hanno ordinato di non seppellirli, ma di spolverarli in superficie? Ma perchè sto cercando di coltivare un prato di cinque centimetri di diametro?

***

***

Di semi ne ho messi troppi, palesemente.
Ne ho messi un sacco perchè voglio un prato vero, come si vedeva sulla scatola. Che prato è, se c’è un filo d’erba qua e uno là? Non mi sono mica imbarcata in questa impresa priva di logica per coltivare distese erbose piagate dall’alopecia, sono qua per un green.
Comunque.
La stella seminata giace su una mensola. Non oso nemmeno immaginare che cosa ci stia capitando dentro, ma più che buttarci su dei goccioloni d’acqua non è che si possa fare. Il corso della natura è una menata mortale. La gente forse parla con le piante per fare del bene a se stessa, non alla pianta. La gente si annoia, a far crescere i vegetali, perchè sono pigri ed esasperanti… e allora parla al verde, per non sprofondare nel tedio.
Ma a me non interessa. Sarò in grado di intrattenere me stessa mentre il pratino prova a crescere. Non dirò una parola… e se la vita trionferà, ve lo farò sapere.

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Una Risposta to “Incanti nella valle”

Trackbacks/Pingbacks

  1. San Gennaro! « Tegamini. - 10 ottobre 2011

    […] Per chi non avesse capito che diamine sta succedendo, la prima puntata dell’epopea del prato-stella: Incanti nella valle […]

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