Paolo Sortino, Elisabeth

30 Set

Anni prima, dopo l’ennesima sfuriata di  Josef, le aveva fatto quello strano discorso. L’aveva chiamata da parte dicendole che per colpa di nessuno – né sua, di Elisabeth, ma nemmeno di suo padre – possedeva poteri che nell’impazienza di farsi adulta andavano scontrandosi con quelli del vecchio, facendolo impazzire. Le aveva spiegato che sarebbe occorso tempo per imparare a controllare quei poteri, e finchè fosse stata impegnata a tenerli a bada sarebbe stato più che naturale aspettarsi di vedere il genitore farne una tragedia. Da allora Elisabeth prese a credere davvero che tutto sfociasse dalla sua persona a causa di quelle maledette virtù magiche che le ragazze possiedono già nella fanciullezza e che in lei, come un’ostinazione del destino, agivano all’improvviso.
Avrebbe dovuto affinare quei poteri, prima di tutto. Se solo fosse riuscita a dare a Josef coscienza dei suoi peccati, a trasferirla da lei a lui, non ci sarebbe stata per il padre condanna peggiore. Capì la fatica che quella scelta comportava, ma giurò a se stessa di riuscirci.

Paolo Sortino
Elisabeth
Einaudi

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