Trottole e distintivo

14 Set

Non ci si annoia.
Anzi.
Ci si annoia così poco che un po’ di tedio sarebbe salutare. Che ne so, uno sbadiglio qua e là. Una giornata da panda, con tutti che si prodigano per salvarti dall’estinzione. Con la gente che ti fa la pasta col pesto di bambù e ti mette il balsamo nella pelliccia. Con uno che ti spara le vitamine con la cerbottana e viene nel tuo recinto per potare tutti i cespugli a forma di divano.
Ma non è di panda che serve parlare, perchè c’è tutto un turbinare di eventi che travolgono e intrattengono. Quindi, farò uno sforzo per ricordarmi com’è che si faceva alle elementari coi pensierini, ma col grande sollievo di non doverli più scrivere con la penna cancellabile, che non so voi, ma io sono mancina e da piccola facevo le macchie e vivevo ricoperta di inchiostro blu appiccicoso.
Bene.
Pensierini, liste della spesa, osservazioni e vastità del mondo.

Spostarsi confonde. Soprattutto se si fa la valigia durante la notte. Si parte con il cranio ingombro di dubbi logistici e quando si arriva succede che ci sono trentadue gradi e le uniche scarpe che hai portato sono un paio di stivalini e dei sandaloni con la zeppa che ti trasformano in una giraffa non esilissima. Scopri anche che hai inspiegabilmente portato tre maglioni e che ti sei dimenticata gli occhiali da vista in ufficio. E le tue cornee, dopo cinque giorni di lenti a contatto, finisce che diventano uguali alla pelle dei piedi negli stivalini.
E non mi lamenterò del clima, perchè non è colpa del clima. Il problema è la scomodità del nomadismo.

***

C’è un mio amico che ha scritto un libro per il Saggiatore, con Maddalena Rostagno. Si chiama Il suono di una sola mano ed è la storia di Mauro Rostagno. La copertina è una foto papà-figlia, fatta in una macchinetta. A Maddalena era stato raccomandato di tenere gli occhi ben aperti, che poi finisce sempre che quando parte il flash si viene fuori con la palpebra a metà. Lei non ha voluto correre rischi. Palle degli occhi a parte, siamo andati tutti al Festivaletteratura a fare la ola al Gentile, perchè se un tuo amico scrive un libro la fierezza che produci è maggiore anche di quella che scaturirà da mamme, nonne e zie. A Mantova li presentava Lucarelli… il che per me è un problema, perchè non riesco più a percepirlo come un’entità separata da Fabio De Luigi che fa Lucarelli. E quando attacca con “Trapani. Questa è una storia di mafia. Non di corna, non di quello che si racconta sempre quando una persona, una persona scomoda, muore ammazzata, no. Ma mettiamo da parte questo momento, per un attimo, perchè dobbiamo partire dall’inizio: questa è una storia sepolta, una storia di mafia”, ecco, lì a me scatta la vocina paura eh?, come riflesso pavloviano, e finisce che è tutto un turbinare di assurdità scatenate. Il Gentile, però, ha molto più autocontrollo di me… ed è stato bravissimo. E non ne dubitavamo. Perchè insomma, se sei stato capace di mettere insieme qualcosa di bello e utile, a far diventare più chiara una storia complicata, alla presentazione ci vai felice, perchè ci sei riuscito.

Dopo tutti questi complimenti, dirò che il Gentile tiene la penna in mano in un modo strano, che solo a vederlo vi fa venire i crampi.

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A Mantova fanno una robina che somiglia al Negroni. Si chiama Pugile e costa due euro e cinquanta. Mantova è un posto civilizzato.

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Il pallogatto areostatico è finalmente giunto fino a noi.

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Allo zoo di Berlino sono nati due panda rossi, che possono andare a farsi friggere.

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Esistono orrende barzellette sull’infanzia di Giotto. Da quello che ho capito, barzellette simili giravano già nel Trecento e credo sia per quello che, ad un certo punto, Giotto decise che andava bene far volare cavalli rossi nel cielo.

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Tutti i miei amici stanno diventando brizzolati. E almeno uno si cruccia delle condizioni atmosferiche di Milano, perchè l’aria di Milano rovina i capelli, soprattutto quelli siciliani.

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Amore Del Cuore ha traslocato di fianco a un campanile molto esuberante. Sei a letto, felice come una marmotta perchè al sabato e alla domenica si dorme finchè la fame ti impone di pranzare, sonnecchi, ti ruzzoli compiaciuto… e partono le campane. Alle nove e mezza e alle undici, fortissimo, con quelle fastidiose modulazioni ritmiche, i toni diversi, canzoncine dlindlondan e tutti i più biechi trucchetti per attirare le greggi alla casa del Signore. Perchè da qualche parte doveva esserci scritto che non solo le pecorelle sono smarrite e peccatrici, ma sono pure sorde.
Come di consueto, la reazione di Amore Del Cuore alle campane del mattino è stata pacatissima. Però, dopo un momento di cupissima furia – che ha disturbato il mio invincibile sonno più del sonorissimo luogo di fede – si è placato. E in questo istante di armonia perfetta mi ha comunicato che abbatterà il campanile a cannonate.

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Le anteprime dei film sono per i vip. Se all’anteprima del Puffi c’erano seimila bambini, dobbiamo concludere che i bambini sono dei vip. Come credo sia chiaro a tutti, sono stata ammessa tra i vip in qualità di grossa bambina. Ne avevo una più piccola vicina che stava benissimo… poi mi sono girata e aveva la faccia coperta di sangue. Bambina sta bene, bambina coperta di sangue. Come ci riescono? Come possono deteriorarsi così facilmente? Dove lo vanno a trovare tutto quel potenziale di tragedia improvvisa? Come proteggerli dalla loro stessa mancanza di criterio e d’istinto di conservazione?
Bambini mortalmente feriti a parte, dei Puffi devo parlare con la dovuta calma… anche perchè continua ad esserci un gran bisogno di decidere quanto sono alti. Due mele o poco più? Quasi tre mele – come recita Puffo Narratore all’inizio -? Non è possibile. Due mele o poco più è tantissimo, sarebbero alti come Birba, sarebbero ripugnanti. Vai in giro contento e, all’improvviso, ti trovi davanti una creatura blu con la calzamaglia, alta come un gatto, ma molto più canticchiante. Personalmente, mi accanirei sull’immonda apparizione con un badile da neve… e avrei tutte le ragioni. E come interpretare le scelte di doppiaggio? Grande Puffo ha la voce di Gandalf e va bene che è saggio… ma vive in un fungo. E che dobbiamo farcene di questa versione simpatica di Quattrocchi? E da dove diavolo arriva il Puffo Coraggioso Scozzese?
Insomma, ricordatemi cortesemente che ci sono i Puffi da analizzare.

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Se compri un kimonino floreale sarai finalmente libera di andare in giro in vestaglia quando ti pare e piace. Perchè non è una vestaglia, è un kimono.

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Prima che i libri diventassero beni di lusso, ho fatto in tempo a comprare due meravigliosità da Isbn, che mi ha anche sommersa di carinerie di carta.

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Al ponte della Madonna vado ad Amsterdam.
Chi volesse ereditare la borsa a forma di gallina è pregato di farmelo sapere.

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Se sei per strada e le grida dei tifosi ti informano che Pato ha fatto gol, Amore Del Cuore correrà fortissimo verso un bar, abbandonandoti sul marciapiede come un vecchio pastore maremmano.

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