Ernesto Sábato, Sopra eroi e tombe

15 Ago

Alejandra non si faceva viva e Martín si rifugiava nel suo lavoro e nella compagnia di Bruno. Furono tempi di tristezza meditativa: ancora non erano arrivati quelli della tristezza caotica e tenebrosa. Sembrava l’umore adatto a quell’autunno di Buenos Aires, non soltanto autunno di foglie secche, di cieli grigi e di piogge, ma anche di disordine, di nebulosa scontentezza.

Ernesto Sábato
Sopra eroi e tombe
Einaudi (Letture)

***

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Questo libro è quasi caduto in una piscina, perchè ad un certo punto avevo troppo caldo per stare sulla sdraio e mi pareva piú funzionale leggere sul sedilozzo di pietra pieno di palme e fogliame che spuntava dal mezzo dell’acqua.
Questo libro è stato quasi divorato dal malvagio gabbiano-testa-bianca di Key West, la bestia piú irascibile e territoriale dell’arcipelago, un uccello che smascella, intimidisce e terrorizza, soprattutto per la quantità di tic nervosi da bullo di periferia che gli tocca tenere a bada.
Solo le patatine fritte possono placare la furia del gabbiano-testa-bianca.
Questo libro non è nemmeno lontanamente passato vicino a casa di Hemingway, perchè non l’abbiamo trovata. Per strada, peró, c’erano molte galline coi pulcini. Galline con le zampe lunghe. Mi hanno detto che casa di Hemingway è piena di gatti. E di cespugli di menta, penso io.
Questo libro é stato incastrato in mezzo a bicchieri da caffè e carte di pretzel nella tasca del sedile di ben quattro voli: Milano-Londra, Londra-Miami (con stop a sorpresa a Boston, perchè c’era da caricare un pilota in piú), Miami-Atlanta, Atlanta-Milano. I sacchettini per vomitare ora hanno anche una banda adesiva, da incollare alla faccia in modo da non sommergere il vicino di detriti.
Questo libro ha eseguito alcuni timidi passi di danza mentre i culoni delle afroamericane di South Beach provocavano tornadi di sabbia bianca con il loro vorticoso sussultare danzerino. Un po’ piú in là, giovani virgulti sotto un gazebo inghiottivano birra light, visibilmente fieri di bere una cosa che in pratica non esiste. Come il Molise.
Ora, questo libro si sta appiccicando di cera squagliata.

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In futuro, questo libro si riposerà dalle sue numerose fatiche e peregrinazioni – e da tutto l’amore faticoso che scatena – solo pochi scaffali piú in alto rispetto a dove abiteranno questi altri libri, comprati nell’unica libreria che siamo stati capaci di trovare in quindici giorni di vagheggiamenti nella Florida meridionale.

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3 Risposte to “Ernesto Sábato, Sopra eroi e tombe”

  1. preferireidino 18 agosto 2011 a 20:30 #

    io non sono riuscita a finirlo, e tu, dopo tutto questo fare altro mentre lo leggevi?

    • plexyglassprincess 18 agosto 2011 a 23:15 #

      Finito. Ed è bellissimo e disorientante. Ci sono mille generi, personaggi persi in tanti piani del tempo, gente terribile e gente limpida. È un casino, tutto davvero sudamericano 🙂
      Ritenta, se te la senti. Ti porta da qualche parte, anche se continuerai a chiederti dove.

      • preferireidino 20 agosto 2011 a 15:08 #

        ritenterò sicuramente, abbandonare i libri mi rattrista. penso poi che anche loro se ne dispiacciano. forse non era il momento giusto.

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