Optimus Prime, la palla al piede

4 Lug

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Parliamo di Transformers. Perchè sono solo fittiziamente adulta e perchè sono andata a vedere il terzo film, Dio mi perdoni.
C’è un mio amico che ha tatuato sul collo del piede destro il simbolo degli Autobot e sul collo del piede sinistro quello dei Decepticon. Ma tatuaggi belli, con un sacco di dettagli, colori brillanti, cromature ed effetti speciali. Nonostante la validità artistica dei piedi del mio amico, credo che dovrebbe inizare a valutare una rimozione… perchè odio ammetterlo, ma gli esuli di Cybertron stanno diventando dei rugginosi rompiballe.
Mi ricordo che al primo film dei Transformers ero andata con a dir poco tutti i miei compagni di classe. Eravamo animati da uno stupore autentico, presi benissimo: ogni volta che qualcosa si trasformava – vuoi anche una caffettiera – finivamo per emettere sonori Ooooh e Aaaaah, ma proprio col cuore. Gli uomini poi erano perennemente a bocca aperta, perchè se l’OooooAaaaaah non era per una trasformazione, era per Megan Fox piegata a novanta su un cofano, baciata da un sole iper-contrastato e accarezzata dal vento.
Comunque. Se, a livello gnocca, l’appeal del franchise-Transformers resta pressochè inalterato – Shia LaBeouf riesce, sovvertendo ogni legge della natura e del buonsenso, a trombarsi un’altra creatura palesemente fuori dalla sua portata, la fidanzata di Jason Statham poi -, sul fronte robotico si procede spediti verso un baratro senza fondo. Sintomo evidente dello sfacelo, è il deterioramento dell’eroe della saga, il coraggioso paladino della concordia uomo-macchina, il piú grosso degli Autobot, quello col vocione piú tonante, quello da temere e riverire. Optimus Prime era tutto questo… E pure con qualche parafango in piú. Mi sarei buttata nel fuoco, se me l’avesse chiesto Optimus Prime. Avrei sfidato Megatron armata di minipimer, se me l’avesse chiesto Optimus Prime.
Ecco. In Transformers 3, Optimus Prime diventa un camion da trasporto pomodori.

A parte che dice tre cose tre, una delle quali è un approssimativo “li uccideremo TUTTI”, ma poi passa il film a pestare merde, una via l’altra. È l’unico a non capire che Sentinel Prime è rincoglionito, non sa teneresi il rimorchio attaccato, costringendo il resto degli Autobot e un milione di soldatini umani a sfracellarsi e crepare per recuperarglielo. La storia del rimorchio è tragica. Nel rimorchio di Optimus ci sono spadoni, asce bipenni nucleari, cannoni e un affare che lo fa volare. Ecco, vola per sei secondi… E solo per finire aggrovigliato in una matassa di cavi, appeso come un salame in mezzo a due palazzi pericolanti. Lí, grande, grosso e inutile, nel bel mezzo della battaglia campale. I suoi Autobot, invece di mandarlo a stendere come meriterebbe, non solo continuano a combattere – per evitare un problema marginale come la distruzione del mondo e la riduzione in schiavitú del genere umano -, ma si sbattono tantissimo per tirarlo giú da quell’incresciosa posizione, perdono pezzi per lui, si fanno saccagnare senza posa, amandolo come il primo giorno, nonostante sia diventato l’equivalente robotico di un trentenne che si rompe un femore scivolando nella doccia.
E non è finita.
Tornato al suolo, Optimus prosegue nella demolizione di quanto di figo era rimasto in lui. Il suo avversario finale è Sentinel Prime – ah ah ah, SPOILER!!! -, un residuato bellico che ha passato cinquant’anni ad arrugginire in una nave spaziale schiantata, senza manutenzione, senza energia, senza amici. Anni ed anni ad auto-convincersi che ha ragione lui, che é il genio dei geni e che tutti quei giovani robot giganti di belle speranze sono solo dei fanfaroni. Insomma, Optimus deve sconfiggere un Autobot rimbambito e decrepito, un ex-leader dimenticato da Dio e dalla storia… e che fa? Si fa tranciare un quarto degli arti che possiede, si fa trattare come un pivello, come una micromachine, addirittura IMPLORA pietà. Una roba vergognosa. Quel che è peggio, è che a tirarlo fuori dai guai arriva Megatron. MEGATRON, per tutti i diavoli. È Megatron che assesta due belle tranvate a Sentinel Anzianotti Prime, lasciandolo a disgregarsi in fin di vita sul selciato, mentre la sua brillante strategia per resuscitare Cybertron va a farsi benedire fiammeggiando nella notte. Che figuraccia… Che figura da elettrodomestico. Che brutta fine per un eroe. E che succede a una serie di film super esosi e super scoppiettanti se l’eroe diventa un pirla? Come dobbiamo sentirci noi, devoti amici della meccanica fantascientifica, se tentano di propinarci un camion col rimorchio pieno di cocomeri? Non so voi, ma io mi sento grandemente insultata.

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Una Risposta to “Optimus Prime, la palla al piede”

  1. alphac 4 luglio 2011 a 22:28 #

    Cricrocroccro-crack

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