Vicini rumori

8 Mar

Al piano di sopra sta succedendo qualcosa. Rumori indefinibili turbano la mia pubblica quiete. E no, non è la moto a scurreggetta di Supergiovane… E allora cos’è.
Sto elaborando delle ipotesi, perchè questo rombo inframezzato da esclamazioni, botti, beccheggi e sciabordii non puó generarsi così, dal niente.

Forse è una casa che sta diventando delfinario. Stanno spostando tutti i mobili, sigillando le fessure e riempiendo tutto con acqua di Po, salata a parte. In realtà, c’è una base meccanica, in questi rumori… il che trasformerebbe immediatamente l’appartamento soprastante in un’officina per miniastronavi-coupé, segmento di mercato in grande espansione, soprattutto tra i vecchi viaggiatori dello spazio che ancora si sentono gonfi di sbruffonaggine giovanile. Ma potrebbe anche essere una casa dove si fa del teatro sperimentale. Lo spettacolo in salotto non è una roba che solo le famiglie nobiliari decadute possono concepire, lo possiamo fare tutti. Se poi ci spruzzi un po’ d’avanguardia puoi, che ne so, sgozzare un facocero sul tavolino di cristallo, pestare gli amici odiosi in nome dell’arte o saltare nudo per un quarto d’ora su un tappeto elastico osservando le differenze tra il ritmico oscillare di protuberanze maschili rispetto alle tondità femminili. Il che peró non potrebbe in ogni caso comprendere il suono di tastiera che si è appena intromesso. Nè il rumore simil-rotolamento di roba pesante che persiste. E no, mi rifiuto di ammettere che facciano curling sopra al mio soffitto. Non ho nemmeno il verbo, per il curling… fare curling? Giocare a curling? Disputare una partita di curling? Parliamone, anche se non ne vale la pena. Ibridi tra teiere e incudini che scivolano sul ghiaccio a scopettate. Non so come Dio abbia potuto permettere una puttanata di tale lampante idiozia. Ma comunque, vociano, queste persone, tipo intellettuali sgraditi alla Stasi che si riuniscono in segreto, senza sapere che li stanno fotografando e ascoltando da un geranio. O da un cane. O da un cane-cyborg… Ma molto fluido nei movimenti e completo di tutte le funzioni canine standard. Un po’ come quelle bambole agghiaccianti che mangiano la pappa e fanno bolle, cacca e pipì. Ma pensa a tua madre, che ha appena finito di avere te, che facevi bolle, cacca e pipì per il 98% del tempo… E ora sei lì che giochi con un abominio in pagliaccetto rosa cipria o azzurro Babar che produce secrezioni e gira la testa di 360* esorcismo-party. Ci sarebbe di che aprire la finestra, schiudere le persiane e mandare tutto a fiammeggiare giù giù giù nel vuoto. I vicini, in realtà, non stanno buttando niente in strada. Mi restano solo ipotesi cinematografiche. Stanno guardando a massimo volume il momento in cui in Armageddon si trivella sull’asteroide di ghiaccio e grafite. Fighissimo, quell’asteroide. Così figo che mi sa che ho sbagliato ed era una cometa. Nobile, la cometa. Fondamentalmente anche la cometa è un sasso che vaga per lo spazio, ma, al contrario dell’asteroide, ha la fortuna di contenere gas, geloni e altra roba che si squaglia periodicamente in vicinanza di cose calde, tipo le stelle. Il risultato è che l’asteroide è un plebeo mentre la cometa attira frotte di fan adoratori di code, a cui si uniscono di tanto in tanto, nobili mediorientali a dorso di cammello, con ben poche idee in fatto di doni ai bambini piccoli. La cometa peró, va detto, è da millenni anche presagio di sventura, sfiga, iella, iattura, catastrofe e malasorte. Il che è come minimo il risultato di un’antichissima maldicenza messa in giro da qualche asteroide brutto e nero, relegato ai margini della galassia meno simmetrica dell’universo. Perchè non c’è nulla da fare, c’è in giro vendicatività. Tipo, se fossimo in qualche cittadina di provincia segnata con circoletto rosso sulle mappe del nostrano trucidume di Studio Aperto, i miei vicini non farebbero nemmeno un “BA”, anzi, si affretterebbero a inventare e brevettare un macchinario che risucchia i rumori… O diventerebbero ninja, ma senza fini violenti, solo per farsi insegnare come produrre un impatto acustico nullo. Questi di sopra sono al corso baby dei ninja, o alla lezione di prova. O hanno convinto i ninja a svaccare e a usare le celeberrime e affilate stellette per affettare lo speck, o spellare il salame. La verità è che temo moltissimo che stiano dando una festa a cui non sono stata invitata.

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