Del perchè avrebbe avuto senso rubare un altro morto

25 Gen

Immaginiamo per un attimo di essere dei ladri abilissimi. Ladri così fighi e infallibili da riuscire a sottrarre cose ingombranti, difficili da nascondere, decisamente complicate da trasportare e ancor più impervie da gestire. Ladri affusolati e agili, con sopracciglia capaci di competere con quelle di Diabolik. Ladri igegnosi, gente che zampilla d’astuzia e ha un nascondiglio sotterraneo più bello della Batcaverna.  Ladri che hanno amici più interessanti di GIGHEN o GHEMON, o che comunque, in caso avessero Ghemon come amico, non sarebbe mai un Ghemon che svolazza aggrappato alle zampe di un’aquila (o era un avvoltoio?), ma sarebbe un Ghemon che viaggia a dorso di drago o pterodattilo. Bene, siamo ladri di un certo livello, ladri degni di essere interpretati da Johnny Depp. Che fare quindi, con tutto questo traboccante talento per l’appropriazione indebita di beni atrui?
Si va sul lago e si ruba Mike Bongiorno.

Si ruba la salma di uno che già da vivo era fastidioso, figurati nel bel mezzo della decomposizione.
Si ruba uno che ad ogni puntata della Ruota della Fortuna riusciva a ricordare a una malcapitata concorrente il suo penoso stato di vedovanza. In mondovisione.
Vai e rubi uno che era così ottuso da non comprendere che la stupidità di Antonella Elia era una di quelle cose senza rimedio. Il che è un po’ come collocarsi da soli oltre l’orizzonte degli eventi, giù giù nel buco nero della coglionaggine da cui non si torna.
Insomma, mi stava antipatico, con quelle buste del cavolo e quel fastidioso paternalismo.
Ma non è per deridere i morti che siamo qui.  E nemmeno per discutere la sostenibilità economica del furto di cadaveri eccellenti in cambio di lauti riscatti (mi pare un’occupazione come un’altra, in fondo si deve pur campare).
Siamo qui perchè il cinema, i cartoni animati e i libri insegnano che i ladri sono interessanti canaglie. Individui di dubbia moralità, ma molto di compagnia. Gente con cui si può andare a bere un Martini sul tetto di un palazzo in fiamme, seminando diamanti sul selciato sottostante. E senza rovinarsi la piega. Gente che ruba cose per il gusto dell’avventura, anche se ne ricaveranno due dracme scarse.
E proprio a causa di questa disorta e discutibile visione pop-romantica del crimine che mi pare che rubare Mike Bongiorno sia un immane spreco di talento, nonchè un potenziale incubo mediatico che ci perseguiterà per mesi. All’inizio, sembrava quasi divertente, anche perchè i primi titoli dei giornali online erano di questo tenore: “Rubata la bara di Mike Bongiorno”. Ora, o io non ho capito qualcosa, o la formulazione è impropria. Hanno rubato solo la bara, facendo ritrovare l’anziano presentatore mestamente adagiato in una siepe di crisantemi, così com’era, o hanno rubato anche lui?
Ma non divaghiamo.
Un ladro così talentuoso da riuscire a trafugare Mike Bongiorno, semplicemente non ruberebbe mai un Mike Bongiorno. Non ce lo vedo, va contro tutto ciò in cui credo. Un ladro del genere, temerario e sprezzante del pericolo, come minimo sceglierebbe un altro, che ne so, Edgar Allan Poe. Perchè Poe è un cadavere con cui si può conversare, uno che ti spiegherebbe cosa succede quando si muore e anche come far parlare il tuo cocciuto corvo da compagnia, neanche fosse un benevolo merlo indiano. Uno con cui bere un bicchiere o andare in un negozio vintage a cercare qualcosa di cupo e pieno di pizzo, che prima o poi torna sempre di moda. Che ci fa un ladro dalle doti sopraffine con Mike Bongiorno, quando potrebbe avere Poe o setacciare tutte le fosse comuni dell’impero austro-ungarico alla ricerca delle ossa di Mozart?

Tutto questo non ha alcun senso… ed è per questo che sono certissima che a rubare Mike Bongiorno sia stato Pippo Baudo.

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2 Risposte to “Del perchè avrebbe avuto senso rubare un altro morto”

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  1. Tweets that mention Del perchè avrebbe avuto senso rubare un altro morto « Tegamini. -- Topsy.com - 26 gennaio 2011

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  2. Chiavi di ricerca, volume tre (di millemila) « Tegamini. - 15 giugno 2011

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