San Mr Burns

11 Dic

È innegabile, moltissime cose divertenti sono anche spiccatamente blasfeme. Concedetemi quindi di parlare di un surreale santino (nel senso di immaginetta votiva, non di santo di bassa statura) dei primi del Novecento, rinvenuto tra i cimeli di famiglia, recentemente salvati dal crollo di un pezzo di vecchia casa in campagna (perchè non solo Pompei si sbriciola). Il santino raffigura il curato di Ars, il venerabile J. B. M. Vianney.

Patrono di parroci e sacerdoti, San Giovanni Maria Vianney, nato alla vigilia della rivoluzione francese e morto nel 1859, fece parecchia fatica a diventare prete. All’inizio, fu ostacolato dalla ferrea opposizione del rustico padre, che aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse a zappare la terra, invece che di qualcuno che accendesse dei ceri sperando che la terra si zappasse da sola. Approdato in seminario, dopo anni di feroci litigate in famiglia e l’esponenziale crescita di una vocazione già fiammeggiante, per l’infelice Giovanni Maria sopraggiunge il problema del latino… il giovane Vianney non ci capiva niente, ma in qualche modo riuscì a non farsi cacciare, probabilmente grazie a metri di giudizio molto simili a quelli applicati dai professori di educazione fisica agli alunni con evidenti tare motorie ma molta buona volontà.  A parziale difesa del santo, diremo che gli anni dell’apprendimento furono caratterizzati dal costante terrore dell’arruolamento coatto. Vianney venne chiamato alle armi nel 1809, innescando una serie di episodi tragicomici che sicuramente Napoleone avrebbe disapprovato. All’inizio, il padre diede dei soldi a un ragazzo a caso, perchè sostituisse Giovanni Maria nell’esercito. Poi si tentò di far applicare una norma che esentava i seminaristi dal servizio militare, ma fu impossibile, visto che qualcuno aveva dimenticato di iscrivere Vianney al registro dei pretini-in-progress. Recitando il mantra “gli ultimi saranno i primi” – intervallato dal legittimissimo commento “una sfiga del genere non s’era mai vista” -, Vianney andò docilmente in caserma, ma si ammalò di una febbre molto virulenta che lo debilitò un sacco. Era ormai chiaro a tutti che Vianney fosse una sciagura per l’intero esercito di Francia, ma appena fu in grado di camminare senza barcollare troppo venne spedito nella retroguardia di un distaccamento in cammino per la Spagna. Peccato che non ci arrivò mai. Sulla via del reggimento, Giovanni Maria collassò in un bosco e venne raccolto da una banda di disertori, che lo scaricarono a casa di uno zoccolaio. Tecnicamente bollabile come disertore, Vianney rimase nascosto da una vedova compiacente fino al 1811, togliendo il disturbo solo grazie alla sanatoria decisa da Napoleone dopo la pace di Vienna e il matrimonio del collerico condottiero con Maria Luisa d’Asburgo.
Ma in fondo, chi se ne importa.
La cosa davvero rimarchevole è ben altra.
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